Crisi olio Sicilia. Coldiretti “previsto calo medio del 42%”

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Dopo l’annata record dello scorso anno, era prevedibile un calo della produzione nel 2016. Ma nessuno si aspettava queste stime. Secondo i dati forniti dalla Coldiretti Sicilia sulla base dei rilevamenti Ismea/Unaprol, si prevede un raccolto pari a  30.400 tonnellate.Rispetto al 2015 anno, in cui si raccolsero circa 52.400 tonnellate, è previsto un calo di oltre 22 tonnellate. Mediamente circa il 42% in meno. Alcune zone dell’isola vivono situazioni più critiche di altre. Per esempio nella zona di Enna, secondo i rilevamenti di Coldiretti, la raccolta sarà più scarsa per via dei problemi metereologici della scorsa primavera (bombe d’acqua) e degli attacchi parassitari. Ad Agrigento si prevede un calo del 60% rispetto all’anno scorso mentre a Palermo il rischio è di sfiorare il -80%.

Un crollo verticale che preoccupa non poco i produttori di olio regionale anche se Alessandro Chiarelli, presidente della Coldiretti Sicilia, smorza “In Sicilia ci aspettavamo un significativo calo. Buona parte delle nostre coltivazioni sono di tipo tradizionale e non intensivo e la produzione alterna un anno di ottimi raccolti e uno di magra. In più le condizioni meteo della scorsa primavera hanno inciso sulla fioritura. In più lo scorso anno abbiamo avuto una produzione eccezionale così il calo di questa annata risulta ancora più evidente”. Pur sottolineando il fatto che questi dati non vanno presi con eccessivo allarme, Chiarelli riconosce che ci sono problematiche da affrontare nel più breve tempo possibile. “E’ chiaro che il forte calo indica che i sistemi di produzione in Sicilia vanno modernizzati e in questo il nuovo piano Piano di Sviluppo Rurale con fondi europei potrà favorire la realizzazione di impianti di nuova generazione, metodi di irrigazione moderni, sviluppo della raccolta meccanizzata. Così si eviterà la forte oscillazione dei redditi dei produttori da un anno all’altro”.

I rischi legati al calo non riguardano solo la produzione ma anche l’aumento dei prezzi, schizzati del 14% solo nell’ultima settimana, e  le contraffazioni.

 “Il prezzo negli scaffali dei supermercati dovrebbe aumentare di diversi euro – conferma Chiarelli – se ciò non avverrà significa che di italiano ci sarà solo il tappo e la bottiglia. In un momento di calo di produzione ancora di più si deve agire sulla salvaguardia del prodotto italiano e sulla lotta alle truffe che rimane il punto centrale per far crescere il settore. Non dimentichiamo che la carenza di olio di oliva nel mondo si avverte di più anche perché è cresciuto il suo consumo in tutti i Paesi grazie proprio al made in Italy ma anche a nutrizionisti e alimentaristi che hanno scoperto la bontà del prodotto per la salute”.

Nonostante questo vertiginoso calo la Sicilia resta terza regione per produzione di olive  in Italia dietro solo a Puglia e Campania. Con 35.000 di superficie olivicola è Messina il leader regionale, seguita da Trapani 26.000 ettari e Agrigento circa 24.500.

La crisi della raccolta di olive non riguarda solo l’Italia ma una buona fetta del mondo. Il crollo della produzione interessa anche Grecia (-20%) e Tunisia (-21%). Invariata la produzione spagnola mentre risulta stranamente in crescita quella della Turchia (33%).

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