Trapani ed Erice: due storie diverse, un cammino comune. Parla Giacomo Tranchida

A muso duro e a viso aperto. Contro tutti e tutti pur di raggiungere gli obiettivi preposti. Senza sotterfugi né manfrine. Questo che sembra, e che forse lo è, uno slogan promozionale, è il modus operandi del sindaco di Erice. Giacomo Tranchida è un veterano della politica già al suo secondo mandato e pertanto non più eleggibile alla carica di primo cittadino. La sua storia politica è fatta di successi e di conferme e sostegni che gli sono valsi l’ appellativo lusinghiero di ” Mr. 5000 voti.  In vista delle nuove elezioni amministrative che presumibilmente si terranno nella prossima Primavera sia a  Trapani che a Erice, sul movimentato iter all’ interno del PD di Trapani non le manda di certo a dire. Col suo solito stile diretto e senza fronzoli, ammette che una condizione autoreferenziale del partito non porti da nessuna parte e che sarebbe opportuno ragionare su una maggioranza larga, traendo la forza nella comunione di intenti piuttosto che nelle presunte diversità di vedute e magari fare le primarie di coalizione piuttosto che quelle per scegliere chi si presenterà al voto e concorrerà contro l’ avversario. Il PD dunque dovrebbe cercare di mettere a segno alleanze a partire dal PSI, cosa del tutto naturale dato che entrambi gli schieramenti posizionano a sinistra e tale patto dovrebbe estendersi fino ad arrivare alle liste civiche  e centriste di Fazio. Questo offrirebbe ai cittadini un patto comune ed aperto e consentirebbe una coalizione larga basata su un accordo di programma per rilanciare Trapani. Per  dovere di informazione ricordiamo al lettore che Fazio è stato dichiarato recentemente decaduto dal consiglio comunale  a causa dell’ incompatibilità nata a seguito di una causa pendente fra lo stesso Fazio e il comune di Trapani. Il tribunale civile della città aveva rigettato la richiesta di Vito Dolce presidente dell’ ATM che aveva richiesto un risarcimento a seguito di una sentenza di condanna per Fazio e Dolce si era appellato. Pertanto si era creata una sorta di incompatibile permanenza di Fazio nell’ ambito dello stesso consiglio comunale il quale ha  avvalorato la sua decisione facendo appello all’ applicazione dello statuto che regolamenta l’ amministrazione della città. Fazio naturalmente ha fatto a sua volta appello al TAR. A questo si deve aggiungere la ritirata di altri due candidati alle primarie del PD che testimoniano le beghe interne e le frammentazioni interne. La Primavera trapanese dunque si preannuncia movimentata.

La storia di Trapani ed Erice affonda nei secoli ed è diversa. Sono comuni attigui, confinanti, anzi di più, sono conurbati e senza alcun apparente confine che ne delimiti la fine e pertanto anche l’ inizio ma per Giacomo Tranchida è giusto che siano amministrate separatamente e senza che questo rappresenti un freno o un impedimento per lo sviluppo dei due comuni vicinissimi. ” Questo non pregiudica un buon governo”, dice lo stesso Tranchida, “oggi gli strumenti di pianificazione consentono la promozione e l ‘attuazione di molteplici progetti. I protocolli d’ intesa che si possono stipulare consentono ampie manovre e collaborazione per mettere a segno progetti consensuali”.

Il sindaco porta ad esempio il progetto di AREA VASTA, ovvero ambiti territoriali cosiddetti ottimali dove i comuni si mettono insieme per contenere i costi dei servizi e garantire ai cittadini l’ assistenza sui diritti. Erice, ad esempio, aderisce all’ unione dei comuni di cui pure Paceco fa parte mentre la stessa Trapani ne è fuori. La collaborazione fra i due comuni però c’è e quando ha avuto luogo ha dato buoni risultati. I progetti per il gas metano ad esempio sono serviti ad ampliare la rete e diffonderla su tutto il territorio, mentre fare in tutta la provincia un accorpamento di sole due grandi aree urbane, sacrificando l’ autonomia delle piccole, non sembra al sindaco Tranchida una buona idea. Molti cambiamenti sono previsti anche per Trapani. Dovrà dunque e al più presto aderire alla SRR l ‘agenzia che si occupa della raccolta dei rifiuti e che sostituisce la Belice ambiente. Trapani è una delle poche città della provincia a non fare ancora la raccolta differenziata e a non avere ancora un piano per lo smaltimento dei rifiuti.

Tutto si può fare dunque, basta che se ne abbia la volontà. Non è un problema di vicinanza o di aggregazione. E’ un problema di amministrazione, di governance locale.

Per il sindaco di Erice ottenere i finanziamenti  è possibile se ci si mette insieme e se si fa un accordo di programma, cosa a cui i due comuni non sono nuovi. E tutti sanno che più progetti si presentano,più possibilità ci sono di ottenere di più e in tal modo si possono accontentare più persone. Non vale la regola del ” siamo più siamo forti se ci mettiamo insieme” perché questo anzi riduce le possibilità di raggiungimento di più obiettivi. Ciò che auspica lo stesso sindaco ericino è un lontananza siderale da alleanze con il senatore D’Alì. E su Fazio auspica un ravvedimento dello stesso Consiglio Comunale dato che per lui una alleanza con lo stesso ex sindaco trapanese sarebbe auspicabile e assicurerebbe la vittoria oltre che una buona alleanza per governare al meglio Trapani.

Tiziana Sferruggia

 

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