Marsala, ecco il cartellone “parrocchiale” estivo, tra sacro e profano, babbaluci e cous cous

Occhi ci vogliono. Per guardare il cartellone dell’estate marsalese 2017 partorito senza fretta e ugualmente imperfetto occorre avere occhi buoni, non miopi, non presbiti, non ipermetropi. E non perché si rischi di restare abbagliati dallo sfavillio degli eventi o dagli illustri personaggi (non) presenti ma proprio perché leggere lo scritto minuscolo, timidissimo e dispettoso, costringe a strabuzzare gli occhi, a interpretare le sfocate lettere e costringere il malcapitato lettore a uno sforzo mentale e visivo che è esso stesso il vero evento, l’epifania di un vero e proprio miracolo. Senza tralasciare quell’alternarsi garrulo di colori psichedelici, ipnotici, stridenti nel loro volgare abbinamento flou, forieri di esercizi mentali che prevedono un ravvedimento cromatico quasi spirituale, ad una catarsi dopo la quale niente sarà più come prima. Occhi buoni dunque ma per leggere cosa? Se dopo tutto sforzo si riesce a decriptare le parole, si resta confusi per non dire delusi. Tanta religione, tanti tramonti, qualche mangiata di babbaluci, qualche commedia dialettale, un pò di musica e aperitivi. E ricamo, oggetti fatti a mano e bigiotteria, monili di pasta di sale, tornei di risiko, sfilate di gruppi folcloristici, tombole, sagre paesane e processioni, calia, simenza e palloncini. Ma dato che una spruzzatina di cultura non guasta mai, e dato che non è chic proporre soltanto sagre e babbaluceddi, non potevano mancare le presentazioni di libri per nutrire i neuroni stanchi di fare sinapsi a causa anche del caldo asfissiante di questi giorni.  Questo c’è nel cartellone senza gloria nato senza fretta e senza voglia che non entusiasma e non coinvolge e senza colpi di scena. Piatto e asettico, non promette e non nega, e dato che la furbata è sempre dietro l’angolo, le menti raffinate che lo hanno creato, hanno pensato bene di inserire anche i film della rassegna “cinema sotto le stelle” per fare “folla” per così dire, per riempire spazi vuoti, per abbacinare appunto. Quest’anno tra l’altro, nel bel mezzo dell’Estate, il 19 luglio, si commemora il venticinquesimo anniversario della strage di via D’Amelio in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della scorta. L’amministrazione ha deciso di anticipare di un giorno il ricordo e in effetti all’evento commemorativo che si terrà al teatro impero, viene dato abbastanza risalto, trattamento non adottato per l’altro “vero” evento che invece si terrà a Villa Cavallotti mercoledì 19 luglio a partire dalle 21.30 in cui verrà messo in scena il monologo “io, Emanuela Loi” interpretato dall’attrice Enza Maria Bilardello e da altri attori nel ruolo degli agenti che componevano quel giorno la scorta del magistrato. Panta rei, tutto scorre, defluisce nel grande fiume che si chiama vita e che invece in questo caso piuttosto che a un fiume somiglia a un pantano.

 

 

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