Il Distretto Produttivo della Pesca sull’onda della Blue Economy rinnova il suo patto

Nella giornata di ieri pomeriggio martedì 30 agosto, presso l’Auditorium “Mario Caruso” (via Bagno, Mazara del Vallo), è stato rinnovato il Patto di Sviluppo Distrettuale.L’incontro ha visto la partecipazione di autorità civili e militari, di rappresentanti e associazioni del territorio, di istituzioni scientifiche, bancarie e creditizie, enti previdenziali ed assistenziali, scuole, università, centri di ricerca, ma soprattutto di imprese di tutta la filiera ittica ivi comprese l’acquacoltura. Complice la scadenza del Patto di Sviluppo Distrettuale. Non solo, il Distretto Produttivo della Pesca ha cambiato ufficialmente pelle, a partire dal nuovo logo dove viene inglobata la “Crescita Blu”, ciò a significare la piena operatività della compagine Distrettuale, guidata da Giovanni Tumbiolo, secondo i principi della filosofia produttiva della blue economy. L’obiettivo è fornire al sistema pesca siciliano un livello di risposte adeguate agli standard europei: un “Piano per lo Sviluppo” a sostegno delle imprese, degli Enti, e della lunga filiera ittica della Regione Siciliana. Nel corso dell’incontro sono state illustrate le principali attività espletate dal Distretto nel precedente quadriennio e le linee guida del nuovo Patto. La pesca rientra nel settore primario, un reparto che per il suo valore non solo puo’ rifugiarsi sotto l’ala economica dalla quale trae profitto, ma puo’ essa stessa per natura rivelarsi mezzo di interscambio culturale nel Mediterraneo, traghettando nel suo proprio “mezzo” culture e sapori nuovi. Per cui, nella sua veste ittica, economica e d’affare, può fungere anche da passaporto culturale, avendo una sottoveste di mobilità che sfocia nella inter-socialità. Infatti, la Blue Economy nasce dal classico concetto di sviluppo sostenibile, ma va oltre, sviluppandosi verso quattro specifiche direttrici di sostenibilità: economica, sociale, ambientale e culturale. Blue Economy significa compiere un cambiamento, che parte dalla considerazione che 3/4 del pianeta è costituito da risorse acquatiche. Blue Economy significa generare più posti di lavoro e più opportunità economiche, provenienti dal mare e dalle risorse costiere. Considerando che negli Stati Uniti più di 50 milioni di posti di lavoro ed oltre il 60% del PIL derivano già dalla Blue Economy. Immaginiamo cosa si potrebbe fare nel Mediterraneo. Il Mar Mediterraneo rappresenta il 0,3% del volume e 0,8% della totale superficie degli Oceani.