Il Pakistan inaugura il corridoio Oceano indiano / Cina, in Italia crollano ponti e strade

L’Italia di Renzi, del dopo disastro Letta e dopo il fallimento Monti/Napolitano, è al collasso socio economico, infrastrutturale e industriale. Quello che fu il 7 paese più industrializzato del mondo si trova oggi nella lista dei paesi economicamente meno importanti con una industriale che perde colpi ogni mese.

Poi l’Italia di Renzi guarda a quelli che sono paesi del terzo mondo, così detti perché all’epoca dei blocchi est/ovest non erano allineati ma che nell’immaginario comune erano, e sono considerati paesi non industrializzati.

Fra questi il Pakistan, potenza nucleare che ha subito nell’ultimo quindicennio un notevole passo indietro a favore dell’integralismo, causa intervento USA e occidentale in Afghanistan e nello stesso Pakistan, ma che sa sfruttare al massimo le occasioni.

La Cina, è risaputo da decenni, ha l’interesse ad evitare il lungo tragitto che le navi devono percorrere dal Mar Cinese per raggiungere l’Europa. Così nacque l’idea della Karakorum  Highway , l’ottava meraviglia del mondo. Dal porto di Gwadar nell’oceano indiano, dove i cinesi hanno investito centinaia di milioni di dollari, le merci cinese arriva in Cina attraversando  il Pakistan e passando per la Highway.

Una strada che percorre la catena del Karakorum ad una altezza di oltre 4.000 metri.

Di contro, l’Italia l’ex 7^ potenza economica industriale del mondo che oggi è clamorosamente scivolata oltre i il 10° posto e viene ancora convocata per il G7 solo perché è un organismo politico orientato e gestito dagli USA, può vantare i disastri più importanti in tema di viabilità con decine di ponti crollate, strade distrutte e linee ferroviarie, a parte l’alta velocità del nord Italia.

Triste declino per uno stato che vanta una storia ed una cultura unica al mondo.