Trapani. Santangelo (M5S) chiede se le esercitazioni a fuoco rispettano le direttive comunitarie sulle aree protette

Il portavoce al Senato Vincenzo Maurizio Santangelo dopo aver appreso dell’avvio delle esercitazioni a fuoco come annunciate dal Comando Militare Autonomo Sicilia con l’ordinanza n. 11/2016 del 4 luglio scorso, si è posto la ragionevole domanda: queste esercitazioni rispettano il sito di interesse comunitario Monte San Giuliano, codice che include l’area del poligono San Matteo? Per questo motivo, il senatore Santangelo ha fatto sapere di avere già predisposto un atto di sindacato ispettivo con risposta in Commissione difesa del Senato al Ministero della difesa, che depositerà la prossima settimana alla riapertura dei lavori in Senato. Santangelo vuol far chiarezza su di un problema che interessa tutto il territorio nazionale e nel caso specifico la montagna di Erice, dove si andrà ad esercitarsi, sui già precari equilibri, in un territorio sottoposto a vincoli, sottoposto a rischi incendi come avvenuto qualche giorno fa, non dimenticando i rischi idrogeologici e sismici. Del resto anche Legambiente in audizione sulle servitù militari tenutosi sempre in Commissione difesa alla Camera dei Deputati, ha posto l’attenzione sul fatto che tali esercitazioni nelle aree naturali protette e nei siti della rete Natura 2000, di molte regioni italiane, tra le quali anche la Sicilia con i suoi ventisei siti utilizzati come poligono di tiro, sembrano violare la legge 341/91 sulle aree protette e la direttiva Habitat 92/43 CEE. In parole povere potrebbero essere svolte, in assenza della valutazione di incidenza ambientale (VIA). In sintesi, ci si esercita alla;guerra; o come dicono alla ;difesa; nelle “aree protette”, senza valutare l’effetto che producono dette esercitazioni sui territori e all’ecosistema. Il portavoce M5S Santangelo ha conluso dicendo – attenderò le risposte, sperando che quanto meno ci sia  stata una valutazione di impatto ambientale su tali attività fuori dal ;controllo pubblico;.Non basta interdire;vedette; la zona e poi vietare ed invitare a chi transita in quella zona a non toccare proiettili o bombe che potrebbero essere inesplose. Oltre alla sicurezza di persone e animali, bisogna pensare anche al pericolo derivante dall’inquinamento indotto dalle esercitazioni belliche, il tutto probabilmente, in totale assenza delle normative vigenti come anche rilevato da Legambiente in audizione alla Camera dei Deputati. Speriamo che su questo non vi sia l’eterno segreto di Stato, per questo continuerò a far sentire il fiato sul collo alle istituzioni competenti, affinché vi sia più controllo su attività che potrebbero essere pericolose a persone e cose, e ricordo ai proprietari dei terreni, dei beni danneggiati e/o degli animali, che hanno solo quindici giorni di tempo dalla fine dell’esercitazione, per denunciare gli eventuali danni subiti, come disposto dalla stessa ordinanza di sgombero affissa all’albo pretorio di Erice.