Porto canale di Mazara del Vallo. Non ancora avviati i lavori di dragaggio del fondale

Sono ormai esasperati gli operatori che lavorano nelle strutture del porto canale di Mazara del Vallo che da circa quarant’anni non viene dragato e ad oggi risulta quasi innavigabile. Sono troppi anni che vivono quotidianamente con tutte le difficoltà che comporta un fondale troppo basso e sono troppi anni che aspettano una soluzione. Nel porto canale si sono accumulati detriti, fango e melma, che rendono quasi impossibile la navigazione. Molti, anche quotidianamente, sono i casi di imbarcazioni da pesca e da diporto incagliate nel porto canale riportando danni.
corteo-per-dragaggio-del-porto-canaleDa tempo gli operatori economici del porto (flotta peschereccia, cantieri, officine, operatori turistici) continuano a far presente alle Istituzioni le difficoltà che, indubbiamente sono anche economiche perché condizionano lo sviluppo dell’economia della Città. Pertanto hanno istituito un Comitato Pro Pulizia Porto Canale che vede l’adesione di molti rappresentanti della marineria e per l’amministrazione comunale il vice sindaco Silvano Bonanno.
Ricordiamo che qualche anno fa il Provveditorato Interregionale Opere Pubbliche Sicilia-Calabria – Ufficio Opere Marittime per la Sicilia, diretto dall’ing. Pietro Viviano, acquisita dall’Iamc-Cnr di Mazara del Vallo la relazione definitiva sui campionamenti e le analisi dei fanghi dei fondali del bacino portuale e del porto canale, aveva consegnato gli elaborati progettuali del progetto esecutivo relativo al primo stralcio esecutivo di 2 milioni di euro per i lavori di ripristino dei fondali del bacino portuale e del retrostante porto canale.
Il progetto era stato inviato all’Ufficio del Commissario Straordinario, delegato per l’Attuazione degli interventi per la mitigazione del Rischio Idrogeologico presso il Dipartimento regionale della Protezione Civile, guidato dall’ing. Calogero Foti, che, acquisite le autorizzazioni degli Enti di competenza, aveva finalmente indetto la gara d’appalto (Le offerte per aggiudicarsi i lavori erano presentate prima dello scorso 17 febbraio) e l’ aggiudicazione provvisoria tramite una procedura semplificata ristretta, così come previsto dall’ articolo 123 del codice degli appalti, utilizzata per appalti con importo a base d’ asta inferiore a 1,5 milioni di euro, per l’attuazione degli interventi finanziati dal Ministero dell’Ambiente, che prevedono in particolare la bonifica dei fondali da materiali depositati e l’escavazione fino alle quota di 4 metri sotto il livello del mare.
Nonostante la gara d’appalto sia già stata espletata tutto rimane fermo per via delle decisione da prendere su dove dovranno essere depositati i fanghi a seguito di una formale protesta dell’associazione ambientalista “Pro Capo Feto”, che ritiene la “colmata B” (un’area creata alcuni anni fa a seguito di alcuni lavoro al porto) una laguna come luogo di sosta di uccelli migratori e non idonea a poter trattenere i fanghi.
I rappresentanti del Coordinamento Filiera Ittica Mazara (del quale fanno parte Federpesca, Coldiretti, le centrali cooperative della pesca, il Distretto Produttivo della pesca e i sindacati di categoria), si sono associate all’allarme lanciato dal Sindaco della Città, Nicola Cristaldi, ed al grido di dolore di tutti gli operatori economici per la mancata escavazione.
Al fine di fare chiarezza e di trovare soluzioni adeguate per l’avvio del progetto riguardante l’escavazione del porto canale mazarese, è avvenuto un incontro lo scorso 23 luglio a Mazara dove sono intervenuti: l’Assessore regionale all’Agricoltura e Pesca, On. Antonello Cracolici, il Vice Sindaco della Città di Mazara del Vallo, Dott. Silvano Bonanno, il Commissario Straordinario delegato per l’Attuazione degli Interventi per la Mitigazione del Rischio Idrogeologico, ing. Calogero Foti, il Comandante della Capitaneria di Porto di Mazara del Vallo, Cap. di Fregata Giuseppe Giovetti, rappresentanti del CNR, di associazioni ambientalistiche, e di tutte le categorie produttive e sindacali della vita economica e sociale del porto di Mazara.
Il Vice Sindaco Bonanno ha informato, leggendo una nota del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, che i risultati delle analisi del Cnr per la ‘colmata B’ sono compatibili a quelli ottenuti per i fanghi portuali. “Dopo l’espletamento della gara di appalto per l’escavazione del porto –aveva spiegato il 23 luglio l’ing. Calogero Foti- erano necessari dei pareri da parte dell’Assessorato Territorio ed Ambiente. L’iter adesso sembra finalmente in discesa e crediamo che entro qualche mese si possa provvedere al dragaggio del porto canale con il prelevamento dei fanghi, che dopo la loro caratterizzazione, andranno conferiti nella cosiddetta colmata B”. Infine l’ing. Foti, rispondendo ad alcuni rappresentanti ambientalistici presenti, ha ribadito la necessità innanzitutto di procedere al primo stralcio per l’escavazione del porto e di verificare la natura e destinazione dei fanghi prelevati.
L’iter però sembra ancora bloccato ai piani ancora più alti di quelli regionali in quanto lo scorso 14 gennaio l’Associazione Pro Capo Feto, guidata da Vincenzo Sciabica, scrisse al Ministero dell’Ambiente (alle diverse direzioni generali: Tutela Ambiente Marino e Costiero, Protezione della Natura, Tutela del Territorio e Risorse ldriche, Difesa del Mare) ed al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (Belle Arti e Paesaggio) una nota avente oggetto: “Lavori di ripristino dei fondali del bacino portuale di Mazara del Vallo con scarico del materiale da dragare nella Laguna di Tonnarella (Colmata B), biotopo nel cuore delle Zone Ramsar del Mazarese, già tutelato dall’Art. 142 Dlgs. 42/2004”.
Dagli ambientalisti la suddetta “colmata B” sarebbe considerata come un’“Oasi”. Questa tesi non è stata sposata però da Wwf e Legambiente (questa ha sempre chiesto lo scrupoloso rispetto delle procedure per il riempimento dell’invaso, magari con un delicato trasferimento anzitempo di alcune specie acquatiche nelle 6 oasi mazaresi già riconosciute).
Ma al di là dell’oggetto del contendere, abbastanza complesso, esiste un iter già ben avviato per dare attuazione ai lavori di escavazione del porto canale, un’opera attesa da anni dagli operatori della pesca, della cantieristica e dall’indotto, ma anche da tutta la cittadinanza. L’opera è un cavallo di battaglia delle due campagne elettorali, 2009 e 2014, del sindaco Nicola Cristaldi il cui progetto di pulizia del fiume Mazaro si è però ridimensionato rispetto alle stesse sue promesse del 2009 quando parlava di un finanziamento di oltre 8 milioni di euro grazie all’allora Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo.

Francesco Mezzapelle

Sicilia Oggi Notizie del 16-09-16