Politica. La caduta del “putto” di Firenze e il declino del “Sindaco per bene”

Il Fatto Quotidiano del 20 Febbraio 2014, riportava quanto scritto in un dossier dell’UBS, (Unione Banche Svizzere) intitolato Outlook 2014 sullo stato dell’economia dell’eurozona” a proposito della situazione italiana. A pag 4 del documento, non più visibile sul sito della Banca svizzera, si leggeva:
“(…) Tuttavia, la Grecia può godere di una quota generosa dei fondi di coesione dell’Unione europea, in modo che la sua economia dovrebbe essere in grado di crescere nel 2014.
In Italia, invece, a meno che Matteo Renzi riesca a modificare sostanzialmente il percorso delle riforme, il più importante dei paesi periferici, ci sarà probabilmente meno spazio di manovra per negoziare il suo bilancio 2015 con la Commissione europea.”
segue a pag 2
E a pagina 10:
“(…) Questa paralisi porterà probabilmente a una maggiore pressione da parte della Commissione europea sul governo per la riduzione del rapporto debito-PIL al 60%, che sarà probabilmente limiterà il margine di manovra almeno per il bilancio 2015, a meno che Matteo Renzi non riesca a modificare il percorso di riforma.”
Si direbbero queste, giuste osservazioni sullo stato delle cose italiche. C’era un piccolo, forse insignificante particolare, il Presidente del Consiglio era Enrico Letta …, proprio il collega di partito che si è sentito dire da Renzi, prima della sua operazione “palazzo Chigi” – “stai sereno”. Assicurazione divenuta virale.
Quello che è successo è sotto gli occhi di tutti. Due anni di promesse e qualche legge, specie quella pomposamente chiamata “Jobs Act”, che proprio in questi giorni è stato definita un “flop” colossale. Doveva ridurre le tasse, doveva togliere le accise dalla benzina, doveva abolire il finanziamento pubblico ai partiti, doveva …. prometteva … Salvo poi rimangiarsi tutto il giorno dopo. La stesso referendum sul pastrocchio costituzione ha mentito. Prima ha sbandierato ai quattro venti che si sarebbe dimesso se avesse vinto il NO, ora non si dimette più.
A coerenza siamo a zero e rispetto del popolo? Lascio ai lettori giudicare.
Renzi è caduto in disgrazia e la dimostrazione più evidente è il dopo Bratislava dove il “putto” è stato praticamente isolato ed ignorato dalla Merkel e da Holland che hanno marcato la loro alleanza strategica. Renzi, dopo Ventotene e lo show sull’incrociatore tutto ponte Garibaldi, pensava di essere diventato un grande. Bratislava lo ha riconsegnato alla normalità italiana.
Certo, forte della sua decantata capacità di parlare attraverso i media in Italia, buona parte dei quali si è schierata più o meno apertamente con lui, Renzi ha tuonato contro questa Europa che l’ha abbandonato. Di contro Holland e Merkel gli ricordano, quasi beffardamente, che il vertice era già preparato nelle sue linee e i documenti finali preparati per tempo, sono stati firmati anche da Renzi. Come dire … Renzi, è inutile che parli quando qui hai sottoscritto le decisioni già prese… da noi.
Al fallimento di Renzi che ora dovrà gestire il divorzio dall’Europa e dall’Italia, si evidenzia in nel nostro piccolo marsalese, il fallimento politico del sindaco di Marsala e del suo vice sindaco (da molti definito sindaco in pectore) Agostino Licari.
Non si discute la persona in quanto tale quanto la sua (in)attività e incapacità politica, che a più di un anno dalla sua elezione, il sindaco “per bene”, sembra con la mente lontano dalla città e incapace politicamente di dare una svolta alla disastrata situazione del Comune.
Indubbiamente la situazione che ha trovato non era rosea, ma a parte qualche realizzazione, peraltro già in stato d’avanzamento lavori precedente alla sua elezione, il sindaco, in questo anno, sembra aver guadagnato soltanto la disistima di chi lo ha eletto.
Certo, i consiglieri di fede renziana ( e licariana), sono con lui, ma sono i cittadini che ormai da tempo dicono di essersi pentiti di aver votato Di Girolamo, anche se andrebbe loro ricordato che, in ultima analisi, il sindaco in campagna elettorale non è che abbia presentato un programma di governo. Si è presentato come il nuovo della politica ma nuovo non è perché da tempo impegnato, e si è presentato come persona per bene.
Nessun dubbio che sia per bene, ma questo certo non basta per farne un sindaco politicamente capace di amministrare una città che si sta dimostrando essere molto complessa e schiava di lobby di potere. Ai cittadini come si può dare loro torto?
Una piccola chicca. Nella sede del PD a Marsala c’è un cartello con su scritto “questo è l’asilo della politica”. Non sarebbe ora di passare quantomeno al “liceo”?

EUNO