Trapani. Il deputato Fazio replica alla nota del sindaco Vito Damiano.

La nota del Sindaco Damiano come era prevedibile, sta scatenando reazioni della politica locale. Il primo a rispondere duramente al Sindaco di Trapani è Mimmo Fazio, ex sindaco della città e deputato regionale che accusa il primo cittadino di aver parlato più per una vera e propria “scusa preventiva” .

Fazio, in poche parole, pare affermare che la nota non sarebbe altro che un modo per mettere le mani avanti su possibili risvolti negativi che un sempre più probabile mancato accordo di co-marketing possa far emergere.

«Le parola del sindaco di Trapani – scrive Fazio -, Vito Damiano, affidate ad un comunicato stampa (per altro pubblicato prima della riunione che avrebbe trattato il tema e che si sarebbe svolta nel pomeriggio presso Assindustria), mi danno l’idea di un voler mettere le mani avanti».

Fazio ricorda a Damiano che  “ La Regione ha già fatto quello che doveva e poteva fare con i limiti imposti dal rispetto della normativa europea sugli aiuti di stato» e che, alla famosa riunione “sarebbe dovuto rimanere fino alla fine anziché andarsene dopo un’ora e dopo aver riversato su tutti il suo inutile livore senza aver avanzato una proposta concreta, se non la richiesta di incontro con Crocetta, in direzione di un percorso condiviso e operativo, come invece hanno fatto tutti i presenti».

Schermaglie politiche. Ciò che emerge però, o meglio ciò che viene confermato con queste schermaglie, è l’incapacità della politica di dialogare senza anteporre l’interesse della propria parte politica.

Forse oggi, con la crisi che attanaglia l’Isola e la ristrettezza economica degli enti locali strozzati da continui tagli nazionali e regionali,  a cui si aggiunge l’impossibilità di poter spendere un centesimo in assenza del bilancio, si comincerà a capire che è finito il tempo delle chiacchiere.

Forse da oggi, ma dalle due note appare difficile crederlo, la politica finalmente inizierà a mostrare capacità politiche di governo, di proposte e di programmazione.

Ma è finito anche, e questo lo deve capire la politica e il management aeroportuale,  il tempo di quello che viene definito co-marketing che co-marketing non pare proprio visto che Ryanair non partecipa con fondi propri all’operazione.