Marsala. Il mondo “dimenticato” del quartiere “Sappusi”

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Spesso sentiamo dire dai politici che Marsala è una città pulita e che offre servizi pubblici efficienti.
E’ una realtà virtuale quella della politica perché la città negli ultimi due anni ha avuto un pauroso declino amministrativo, gestionale, politico, sociale e commerciale.
A ciò si aggiungono le situazioni indecenti di alcune aree della città, delle periferie e delle contrade.
Iniziamo questo giro per Marsala da Sappusi, una immensa area popolare che paga lo scotto di essere non solo decentrata ma anche una zona popolare e non residenziale.

sappusi-scaricoA Sappusi non è difficile incontrare branchi di cani e colonie di topi che trovano nel quartiere il loro habitat naturale, anche a causa degli scarichi fognari che ancora, malgrado denunce decennali, scaricano a mare i liquami provenienti, secondo alcuni tecnici, dai palazzi a sud di Via Falcone.

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Il servizio di illuminazione pubblica è alquanto carente alcuni alberi di alto fusto sono pericolosi perché i rami ormai coprono l’area di parcheggio e sono quasi addosso alle case, mettendo a rischio la sicurezza degli abitanti e dei tanti bambini che giocano sotto le palazzine.
Oltre a ciò, a Sappusi c’è l’ennesima situazione di degrado istituzionale.

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L’ex scuola elementare “L. Radice”, chiusa da oltre sei anni per carenze strutturali, è stata saccheggiata e vandalizzata, ed è diventata deposito di immondizie varie e ritrovo per tossicodipendenti ed extracomunitari, ove oltre a consumare probabilmente fanno anche cessione di droghe.
La situazione della struttura è particolarmente grave ove si consideri che un’ala della scuola è adibita ad archivio del Comune. Migliaia e migliaia di documenti che potrebbero subire attacchi vandalici facendo così sparire per sempre decenni di vita marsalese.
La situazione di degrado è grado e sarebbe quantomeno auspicabile che il Sindaco attenzionasse la borgata per dare dignità e sicurezza agli abitanti che non sono cittadini di serie B e hanno gli stessi diritti di quelli che abitano in Via XI Maggio o in Via Garibaldi.

Michele Santoro