martedì, Giugno 28, 2022
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Sicilia. Il punteruolo rosso attacca anche le palme nane

Anche le palme nane, che per anni hanno resistito all’attacco del temibile punteruolo rosso, hanno ceduto di fronte alla carica del pericoloso parassita. Il minaccioso coleottero, proveniente dall’Asia, ha infatti preso di mira anche le tipiche piante della macchia mediterranea, che nel primo periodo erano state risparmiate dall’infestazione. Alcuni allarmanti casi sono stati registrati negli ultimi giorni in provincia di Trapani e in particolare presso il Parco Archeologico di Segesta. A lanciare l’allarme è stata la deputata del movimento  5 Stelle Valentina Palmeri, che una volta scoperta la minaccia ha subito allertato il servizio fitosanitario regionale. Pare però che “il gestore del Parco fosse già informato della situazione e che non abbia provveduto a segnalare la vicenda”.

Il pericolo che si ripeta, anche con le palme nane, la strage avvenuta con le altre palme siciliane è fondato. Il punteruolo rosso, originario dell’Asia Meridionale è “atterrato” nel vecchio continente nel 1994, in Spagna. Il primo “avvistamento” in Italia sarebbe avvenuto nel 2004 in un vivaio della Toscana. Immediatamente eliminato nel 2005 il punteruolo rosso è stato rinvenuto in Siclia, nel Lazio, in Campania e anche in Puglia. Il suo raggio d’azione si è allargato ad altre regioni d’Italia e continua ad espandersi. La Sicilia è stata una delle zone più colpite. Migliaia di palme sono state distrutte dopo essere aver ricevuto l’indesiderata visita del coleottero. Lo scorso anno la deputata pentastellata Palmeri, che oggi denuncia i nuovi attacchi verso specie diverse e sottolinea la necessità di proteggere la biodiversità autoctona della Sicilia, aveva parlato anche del danno economico che l’invasione dei coleotteri asiatici aveva provocato sull’isola. Il costo sostenuto per l’abbattimento delle  palme irreversibilmente danneggiate dal punteruolo si aggira intorno ai 18 milioni di euro.

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