La storia, il presente ed il futuro di una città “cardio protetta” per meriti “privati”

Da due anni Marsala si fregia di essere una città cardio protetta non per capacità e sensibilità istituzionale comunale, quanto per l’iniziativa del Rotary Club di Marsala che due anni fa, con il dr. Riccardo Lembo, ha lanciato il progetto di Marsala città cardio protetta.Questo progetto, con l’attuale sindaco, medico specialista in cardiologia, avrebbe potuto diventare il vero fiore all’occhiello se solo il dr. Di Girolamo, avesse colto la palla al balzo e istituito le colonnine di pronto intervento nei punti strategici della città.
Va da se che il lavoro sociale inziale dal dr Lembo e che sta continuando con gli attuali vertici del Rotary Club Marsala, ha si grande valenza ma rischia di essere quantomeno dimezzato se non annullato il vantaggio di avere defibrillatori distribuiti presso vari enti ed istituzioni pubbliche che rischiano di rimanere inutilizzati perché non disponibili quando scuole ed enti pubblici dove sono allocati, sono chiusi.
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Ma il Comune dovrebbe anche chiarire come mai i due defibrillatori consegnati alla Polizia Municipale di Marsala che dovrebbero essere in dotazione alle pattuglie risulterebbero chiuse in un armadio presso il Comando. Chiarire questo aspetto sarebbe il minimo.
Il perché di una città cardio protetta solo a metà è detto ed appare altrettanto chiaro che si dovrebbero installare delle colonnine o armadi murali così da permettere un pronto uso del defibrillatore.
E qui che al meritevole lavoro iniziato da Lembo e che il Rotary Club ha fatto diventare una missione, dovrebbe affiancarsi anche quello dell’Amministrazione che dovrebbe intervenire.
Il costo sarebbe facilmente sopportabile anche per una disastrata finanza locale come quella di Marsala.
Pensiamo non sia il caso di ricordare al Sindaco, cardiologo, che dal momento in cui si ha un arresto cardiaco al momento in cui il paziente viene preso in carico dal servizio sanitario nazionale (l’arrivo dell’ambulanza del 118) passa troppo tempo: basti considerare che la sopravvivenza si riduce a zero dopo 10 minuti dall’evento, ed il tempo medio di arrivo dell’ambulanza è di 18 minuti!
L’organizzazione mondiale della sanità ha quindi chiesto da diversi anni alle istituzioni di sviluppare dei corsi per avere in giro delle persone addestrate a mantenere intatte le funzioni vitali, in attesa dell’arrivo del 118: Più persone sono preparate, più è probabile che si abbassi la mortalità. Per l’ILCOR si dovrebbe avere addirittura minimo il 10% della popolazione di uno stato addestrata e defibrillatori ogni 500 metri, come avviene già in paesi come la Francia.
Queste sono state le considerazioni, nel novembre 2013 i responsabili del Rotary per l’anno 2014-2015 svilupparono un progetto che avrebbe dovuto segnare una svolta per la nostra città prevedeva all’inizio
La consegna di 8 defibrillatori con un programma di formazione al BLSD (acronimo di Basic life support and defibrillation) di 64 persone tra personale scolastico, polizia stradale, Vigili del fuoco, polizia municipale.
Il successo dell’iniziativa, ha la collaborazione gratuita della commissione distrettuale BLS presieduta dal Dr. Goffredo Vaccaro, ha convinto il Rotary ad ampliare il progetto e oggi Marsala ha disposizione 22 defibrillatori pubblici (purtroppo non tutti prontamente utilizzabili per i motivi esposti in precedenza), e circa 800 persone tra Polizia stradale, Polizia Municipale, Vigili del fuoco, Carabinieri, Personale dell’aeronautica, Personale della capitaneria di porto, Personale scolastico, Polizia di stato, Personale del Comune, studenti, associazioni di volontariato istruite al pronto intervento cardiaco.
Nel 2016 la commissione BLSD del Rotary con gli istruttori Goffredo Vaccaro, Riccardo Lembo, Simonetta Alagna e Nino Guercio ha iniziato un programma di formazione per ampliare il numero dei potenziali addetti all’intervento. Il progetto “un attimo per la vita” continuerà nel tempo perché gli attori, Rotary Club, Commissione BLS e istruttori, hanno dato la loro disponibilità a formare minimo 200 persone l’anno tra le istituzioni ed i volontari: quest’anno si prevede di completare fra gli altri, tutto il personale dei vigili del fuoco e della polizia stradale in servizio a Marsala, oltre a completare la formazione degli elicotteristi del soccorso aereo di Birgi e l’acquisto di materiale da parte della commissione per aumentare il potenziale formativo dei volontari istruttori rotariani. Il progetto prevede di aggiungere la dotazione cittadina di almeno due defibrillatori l’anno, grazie anche all’impegno della famiglia del Dr. Salvatore Roccaforte l’ematologo scomparso prematuramente, che ha firmato una convenzione con il Rotary anche per gli anni a venire e che ha già donato alla città il defibrillatore alla polizia stradale ed all’oratorio salesiano.
E’ importante sottolineare che il progetto e la sua continuità, che in tutti gli altri paesi europei sono sostenuti con i fondi e le forze delle istituzioni, in Italia (e a Marsala), per la solita mancanza di fondi, viene sostenuta con i fondi dei soci del Rotary e con le ore che i volontari istruttori rotariani mettono a disposizione della comunità.
E’ evidente che rispetto agli standard degli altri paesi com la Francia, siamo ancora lontani, ma grazie alla legge Balduzzi e l’impegno continuo del Rotary, che ha trainato altre associazioni quali Lion’s Cuore e batticuore, è certo che nel giro di qualche anno si potrebbe arrivare alla copertura completa del territorio marsalese.
Ma attenzione, non basta dire abbiamo i defibrillatori, è necessario, per poter aspirare ad una percentuale di sopravvivenza del 70%, continuare, anche a livello scolastico, la formazione di personale che deve essere certificato.
Il Rotary prevede la formazione di personale con volontari, non così sembra, per le altre associazioni, incluse quelle sportive, che prevedono un costo da sostenere per organizzare i corsi al loro personale.
In chiusura: Marsala è una città cardio protetta perché grazie al Rotary è decisamente sopra gli standard nazionali, ma la vera cardio protezione prevederebbe la formazione di almeno il 2% della popolazione, circa 20 defibrillatori dislocati sul territorio, un pronto soccorso più efficiente e ambulanze attrezzate e con rianimatore più alto.
A completare il quadro di una città cardio protetta sarebbe necessario che l’Ospedale disponesse di un reparto con posti letto di cardiologia interventista ed emodinamica o dei posti letto in cardiologia.
E qui, come abbiamo sempre detto, non basta un sindaco per bene e cardiologo, Marsala ha bisogno di un sindaco che sappia profittare dell’opera del Rotary e dei volontari per far si che la città sia, almeno in un aspetto molto importante della salute dei cittadini, al passo con i tempi.
Ci si aspetta dal Sindaco, che attuando una politica di risparmio dei costi dell’ente a cominciare dall’orario di lavoro che strutturato in sei giornate 8/14 darebbe un risparmio di circa 400 mila euro, acquisti ed installi nei luoghi pubblici, prontamente individuabili, postazioni fisse con all’interno i defibrillatori donati dal Rotary.
Lui, Sindaco, dovrebbe, anche attivarsi in maniera efficace, affichè l’ASP di Trapani attrezzi l’ospedale per dare una risposta ospedaliera efficiente di pronto intervento all’opera dei tanti volontari in prima linea sul territorio.
E’ il minimo che ci deve attendere da un sindaco specie se cardiologo, non è sufficiente presenziare e basta.

Michele Santoro