lunedì, Gennaio 30, 2023
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Marsala. Il parere dello psicologo sull’orario continuato a “scuola”

Sul problema sollevato da alcune scuole della città che hanno attuato l’orario 8/14 sviluppato in cinque giornate, abbiamo chiesto un parere alla la dr.ssa Laura CAIMI, professionista della psiche.
Le risposte che ci ha fornito confortano le nostre perplessità circa l’opportunità di attuare un orario così strutturato.
Ci auguriamo che questo parere possa far riflettere genitori e corpo insegnante e rivalutare la questione. Ma c’è anche un aspetto che pensiamo i dirigenti scolastici degli istituti interessati dovrebbero chiarire. CI è stato detto che tutto è stato deciso dopo un percorso democratico e rispettoso delle disposizioni di legge e normative scolastiche.
Però, parlando con alcuni genitori emergerebbe una questione che andrebbe quantomeno chiarita.
Abbiamo appreso che presso le scuole interessate non sarebbe stata diramata un vera e propria circolare a tutte le famiglie, ma si sarebbe optato per un sondaggio mediante uso di un foglio che i genitori avrebbero trovato a scuola e li, decidere se firmare se si o no.
Se così fosse, è pensabile che non tutte le famiglie sarebbero state informate esaurientemente del cambiamento proposto e quindi chiediamo ai dirigenti scolastici interessati di voler chiarire se quanto da noi appreso risulti corretto.
Nel frattempo, abbiamo chiesto un parere alla Dr.ssa Caimi, psicologa, sui problemi che possono insorgere con orari scolastici così strutturati.
“La scuola ha un significato importantissimo perché è il “laboratorio di futuro” dove ogni persona può apprendere non solo conoscenze ma anche elementi funzionali ed indispensabili per un sano sviluppo psico-fisico.
Se pensiamo alla sua etimologia greca “skholé”, la parola scuola significa “ozio”. Ozio perché si intende occupare piacevolmente il tempo libero, libero non perché vuoto di significato ma perché sin dalla tenera età la nostra coscienza deve maturare priva di catene e di servaggi.
Un orario così strutturato cede il posto alla stanchezza fisica e compromette le capacità cognitive imputate nel laborioso lavoro di apprendimento. Inoltre tale programmazione priva il nostro cervello di “nutrimento” per ricordare: ritmo visivo, colore, immagine, visualizzazione, dimensione, consapevolezza spaziale, tendenza a completare, schematizzazione visiva ed associazione.
A tal proposito le neuroscienze evidenziano l’importante ruolo dei nuovi modelli educativi e formativi nell’ambito dell’apprendimento psico-motorio, modelli che incoraggiano le attività creative e scoraggiano il notevole numero di ore.
Un orario cosi strutturato, come quello italiano, rappresenta per gli alunni uno stimolo verso l’apprendimento quantitativo piuttosto che qualitativo. L’Italia purtroppo stimola lo studio competitivo e le ricadute sui giovani sono quelle relative all’impossibilità di commettere gli errori, dimenticando che la vera scoperta e il vero apprendimento inizia dalla scoperta dell’errore. Ricordiamoci per esempio che le più sensazionali scoperte scientifiche sono nate da errori o casualità (per es. la lampadina di Edison, senza la quale non potremmo affrancarci dal buio della notte). La temibile conseguenza di ciò è che tantissime persone di talento, persone brillanti, creative, credono di non esserlo. Perché la cosa per la quale erano bravi a scuola non veniva valorizzata o era perfino stigmatizzata.
Riguardo alla soglia di attenzione di un ragazzo che per 6 ore continuate deve rimanere in classe , bisogna ricordare che le capacità attentive sono processi cognitivi che variano e si sviluppano nel corso della vita. Naturalmente un bambino piccolo deve essere pian piano e dolcemente “istruito” perché il suo tenero cervello non ha ancora sviluppato tutte le capacità che invece ha già maturato un cervello adulto.
La soglia di attenzione, nell’essere umano, in generale è di circa 40-45 minuti, pertanto il consiglio è di osservare almeno quindici minuti di pausa tra una lezione e l’altra, in modo da riservare le capacità attentive anche durante il corso della giornata, per esempio per lo sport e/o il gioco libero.
Alla luce delle mia personale esperienza, ritengo che vadano valutati i problemi che un orario così strutturato può avere sulla capacità di apprendimento e sull’aspetto psicologico dei ragazzi che possono sicuramente vivere l’apprendimento come “obbligo” e la conoscenza come sinonimo di stanchezza. Troppe ore di lezione rappresentano una “lotta” tra le menti esauste dei ragazzi e quelle dei professori che si sentono obbligati a completare il programma.
Come tecnico e professionista nel settore della salute mentale ritengo che l’essere umano, sin da quando è cucciolo, debba vivere un apprendimento di tipo creativo contrassegnato da una stanchezza indice di volontà e soddisfazione personale.
Credo altresì che l’apprendimento debba essere mosso da una sincera curiosità di sé e del mondo e non da competitività tra compagni/amici. L’Altro deve essere rispettato e inteso come ricca diversità indispensabile per il confronto e la crescita della collettività.
È proprio da queste piccole osservazioni e attenzioni che possiamo contribuire a rendere migliore la nostra società, partendo dall’educazione scolastica e dalla famiglia.
Noi adulti abbiamo il dovere morale di permettere ad ogni singolo individuo di rispettare se stesso e gli altri. Troppe ore di lezione ed apprendimenti troppo concentrati rapprensentano altresì la comunicazione di messaggi disfunzionali del tipo: “la scuola non è cosi tanto importante, facciamo più ore possibili cosi ci togliamo il pensiero” o “i bisogni degli adulti prima di quelli dei giovani”.
“Trattenerli” sui banchi di scuola per 5 e addirittura 6 ore consecutive dalle 8 alle 14 in strutture non adeguate senza mensa, significa mettere in secondo piano le loro reali esigenze sia di apprendimento che ludico sportive.
Sapete qual è il sistema scolastico migliore al mondo? Il Finlandese! Secondo le classifiche OCSE i bambini finlandesi hanno delle performance eccellenti, mentre gli italiani al di sotto delle medie. Il modello vincente presenta delle caratteristiche che per il nostro immaginario collettivo rappresenterebbe pura follia, e cioè meno ore di lezione, tante ore di attività creative, sviluppo degli interessi personali, anno scolastico più corto, più tempo dedicato al riposo, ai ritmi sonno-veglia, alle relazioni, alla natura e alle emozioni, più libertà e stima per gli insegnati, meno verifiche in classe, praticamente niente compiti a casa.
Tutti i docenti sono importanti, quello di arte, storia, educazione fisica, matematica…praticamente tutti!
Anche gli stessi insegnanti si sentono molto più liberi, più creativi, possono anche insegnare in luoghi diversi da quelli istituzionali.
Pertanto meno ore di lezioni non rapprensenta meno conoscenza, ma miglior profitto e miglior capacità di assimilazione di contentuti.
È a partire da noi adulti che i bambini e gli adolescenti possono cominciare ad amare la vera conoscenza, quella di sé e del mondo.

D.P.

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