Mazara, il Coordinamento Filiera Ittica in stato di agitazione

«Ancora ad oggi risulta veramente assurdo ed incomprensibile il fatto che il porto peschereccio della marineria più grande d’Italia sia innavigabile e privo di illuminazione».
Questo è quanto dichiarato dal Coordinamento Territoriale Filiera Ittica Mazara in una riunione convocata d’urgenza presso il Distretto della Pesca e Crescita Blu a Mazara del Vallo. Il Coordinamento è composto dai rappresentanti di Confederazione Imprese Pesca-Federpesca, Distretto  Produttivo della Pesca, Co.Ge.P.a. Mazara, Federazione Imprese Pesca Mediterranea-Coldiretti, Fiume  Mazaro-UNCI  Pesca, O.P. Il Gambero e la Triglia del Canale, FAI-CISL,  FLAI-CGIL,  UILA-UIL. «E’ vergognoso  – aggiunge il Cfi – che, nonostante le promesse e gli appelli degli operatori economici, ormai disperati e sull’orlo del fallimento, le Autorità competenti e la burocrazia non siano riuscite a porre soluzioni concrete al fine di dare dignità ad un’intera comunità che tenta di sopravvivere con l’attività di pesca. Pertanto ci ritroviamo costretti a proclamare lo stato di agitazione permanente del settore e ciò finchè non arriveranno risposte concrete da chi è responsabile di questa situazione davvero aberrante. Quali logiche politico-economiche si nascondono dietro a tali problemi?».
La decisione è stata comunicata al Vice Sindaco Silvano Bonanno che ha in passato ha seguito da vicino le vicende legate al porto canale.
Altro carico di polemiche pronto a partire da un porto peschereccio del quale è rimasto soltanto il nome e sulla cui sorte si sono spese, come di solito Mazara, soltanto chiacchiere. A pesare, sempre di più, il farraginoso iter di competenza dell’Ufficio del Commissario Straordinario Delegato per l’Attuazione degli interventi per la mitigazione del Rischio Idrogeologico presso il Dipartimento regionale della Protezione Civile, che da anni attende risposte dalle Istituzioni e adesso si trova a fronteggiare l’attuazione del decreto 173, che andrebbe contro le principali intenzioni di sversare quanto raccolto dal fondale nella cosiddetta “colmata B”.
Sempre secondo quanto trasmesso dallo stesso Coordinamento Filiera Ittica, non si escludono per il futuro azioni clamorose per la riaffermazione della dignità di tutti gli armatori, pescatori ed operatori marittimi e portuali che subiscono da anni una insopportabile ingiustizia nei confronti della fonte principale di vita loro, delle loro famiglie e di tutta la città.

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