Rifiuti a Marsala. Differenziata al 52% e le discariche al 30%

Il rimanente 18% è indifferenziata ….
I numeri del servizio rifiuti a Marsala non sono contradditori ma riflettono la situazione amministrativa, politica e sociale della città.
In pratica il 52% di differenziata non è altro che il totale del 50% dei rifiuti giornalieri. Magra consolazione.
Il Vice Sindaco Agostino Licari secondo i dati della raccolta differenziata è stato clamorosamente smentito.
Lui in Consiglio Comunale aperto aveva più volte ripetuto che così come è stato strutturato il servizio non poteva raggiungere neanche il 40%.
Sono passati solo pochi mesi e appare chiaro che Licari ha sbagliato nelle sue affermazioni e appare chiaro che il suo progetto, basato su dati irrealistici, era sbagliato pure.
Ma ciò che il 52% non dice è come viene poi smaltito il rimanente 48%
La prima osservazione è che il servizio porta a porta in città non funziona. I condomini che usufruiscono di bidoni condominiali da quanto ci risulterebbe, non andrebbero al di là del 20% di differenziata, mentre nelle contrade e nelle periferie il servizio va ben oltre il 50% e quindi al famoso 52% si arriva grazie solo a queste ultime con una particolare attenzione per il quartiere Sappusi che dopo un avvio stentato, sta recuperando velocemente.
Quindi va da se che parte del 48% rimanente è indifferenziata “residenziale” del centro e una buona parte distribuita equamente in piccole e medie discariche che qua e là giornalmente nascono in vari punti della città senza esclusione di zone.
Delle 46 tonnellate di indifferenziata prodotte giornalmente, almeno 20 rimangono in permanenza lungo le strade cittadine e le discariche che qua e là nascono rimangono per giorni in bella mostra per la goduria dei cittadini e dei turisti.
Va da sé che oggi, alla luce del 52% di differenziata, si può affermare che buona parte dei cittadini delle contrade e delle periferie ha acquisito il sistema, ma la città “chic” pare che ancora non l’abbia completamente compreso ed accettato.
Forse perché nel centro città il porta a porta non può funzionare, tanto che questa tipologia di servizio non viene attuata in quasi nessuna città.
monnezza-padovaA Padova per esempio (vedi foto), nel centro cittadino sono in bella evidenza i cassonetti differenziati e il servizio funziona perfettamente. Certo, ci vuole informazione, ma soprattutto ci vuole un servizio efficiente che giornalmente svuoti i cassonetti e periodicamente li pulisca e disinfetti. Nella città patavina il servizio di pulizia e disinfettazione avviene 2 volte la settimana. Forse se il vice sindaco andasse a Padova, magari a nostre spese, per imparare ed apprendere da chi non pensa agli svedesi e ai finnici, ma al proprio tessuto sociale,, bhè, qualcosa di buono potrebbe nascere.
Da ultimo, vorremmo sapere a chi vanno addebitate gli oltre 25 mila euro che sono state pagate ad una ditta per un progetto che non sarebbe mai dovuto essere approntato visto che da tempo si sapeva che la Regione aveva idee diverse e al Parlamento siciliano era in discussione il novo testo sulla metodologia del servizio raccolta.
Ora, sembra che la SRR ex ATO avrebbe chiesto alla Regione di sganciarsi dal progetto regionale e di indire una propria gara per il servizio rifiuti.
Sembra che la richiesta non sarà soddisfatta e questo in prospettiva è certamente un buon segno per il futuro dei rifiuti almeno a Marsala.
Dopo l’esperienza Aimeri e dopo il clamoroso flop del progetto Licari, bhè, meglio la Regione che l’SRR o il Comune di Marsala.