Moni Ovadia nuovo direttore artistico dei teatri marsalesi

Salomon Ovadia più noto come Moni, non ha bisogno di presentazioni. Ha nelle vene sangue proveniente da mezzo mondo e conosce almeno sette lingue ed innumerevoli dialetti. È a questo che deve la sua straordinaria ricchezza culturale che lo ha portato ad essere l’ artista e l’ uomo straordinario che conosciamo.

Dotato di una notevole presenza scenica, è così forte e prepotente il suo esserci che anche quando non parla, recita ugualmente, affabula con quei movimenti precisi e sicuri delle mani, della postura, del suo dirimere la scena anche restando in silenzio.

Lo guardo mentre si rigira fra le mani la kippah colorata lavorata all’ uncinetto sul palco del teatro comunale Eliodoro Sollima seduto fra Mario Incudine, il sindaco Di Girolamo e l’assessore Clara Ruggeri.

Mentre la platea attende che Moni Ovadia inizi a parlare, Mario Incudine, giovane artista ennese e direttore artistico del teatro di Enna , dichiara il suo amore per Marsala, una città per lui fonte di grande ispirazione, luogo dove ha scritto canzoni e fatto spettacoli.

Parla delle saline, un luogo magico, teatro naturale che si presta a tutto quello che è ricreazione dello spirito. Si può stare in silenzio alle saline e meditare. O ascoltare il genius loci che sussurra fra i giunchi, oppure guardare uno spettacolo con attori e musicisti poiché la scenografia naturale magnifica della laguna dello Stagnone consente tutto, anche questo.

Il sogno di questo giovane  e capace artista è mettere in scena proprio alle saline “ le supplici“ di Eschilo, tragedia greca realizzata da lui e da Ovadia per il teatro antico di Siracusa.

Incudine si emoziona quando ci dice che questa loro “creatura”, le supplici,  appunto, è stata richiesta dalla Columbia University di New York e  lo spettacolo proiettato ad Oxford.

Ovadia sfruttando le sue conoscenze nel mondo dello spettacolo è avvantaggiato.

L’artista presenterà il cartellone teatrale all’ amministrazione comunale il prossimo 28 Novembre. In merito alle risorse del bilancio approvato lo scorso 4 Novembre verrà decisa l’approvazione.

Marsala può rinascere. A partire dalla cultura che può dare quello scossone all’ assopita atmosfera culturale malgrado il valore e la voglia di fare e di partecipare degli artisti locali di gran talento.

Marsala ha due teatri. L’ Impero con la sua conformazione metropolitana è adatto ad ospitare spettacoli destinati ad un grande pubblico e il Sollima, un gioiellino, una bomboniera vezzosa e raffinata che si presta a spettacoli dove è necessaria un’ atmosfera più raccolta.

Così  come sono venuto così me ne andrò. È una delle sue prime frasi di Moni Ovadia, scandite con quella sapiente, naturale, pienezza del proprio essere. E poi subito chiarisce che non ha chiesto un tempo di direzione artistica, né ha intenzione di occupare posizioni stabili ma di dare il via ad un nuovo corso culturale.

Non percepirò nemmeno un centesimo in qualità di direttore artistico. Avrò un rimborso spese, biglietti aerei e benzina.

È necessario, che la programmazione culturale di una città non debba essere esposta ai cambiamenti politici. Deve esistere e resistere a prescindere dal colore politico della giunta e dalla sensibilità più o meno spiccata degli amministratori. Non contingente dunque ma indipendente, programmando, realizzando progetti, alimentata dalla luce e dalle idee degli artisti.

Moni Ovadia può essere il promotore di questo nuovo processo. E noi glielo auguriamo.

Ad un  anno perfetto dalla riapertura del Sollima , (l’anno scorso fu inaugurato con un dibattito su Pasolini), vedere Moni Ovadia e Mario Incudine sul palco a parlare di progetti culturali fa ben sperare.

Tiziana Sferruggia