Referendum. Renzi e i suoi. Sconfitti ma non hanno capito

Renzi ha voluto giocare allo statista non avendo intelligenza politica e capacità. Ha perso Renzi, ha perso l’Europa, ha perso il popolo renziano che non aveva capito che il 40% alle europee è stato il risultato di un gioco perverso politico con i famosi 80 euro elargiti a pochi giorni dalle elezioni mentre stavolta il giochetto con gli statali non gli è riuscito, o meglio, la gente ha capito e lo ha punito. 

Ha perso Renzi perché viveva in un mondo di slides, lontano dalla realtà, perché pensava di poter imbonire il popolo con le sue continue promesse a vuoto, perché circondato da politici consenzienti e adulatori, perché coccolato dalle lobby delle banche, dai burocrati dell’Europa e dalla BCE che molto ha cercato di aiutarlo acquistando miliardi di buoni dello stato.

Ha perso Renzi perché ha messo sul lastrico 140 mila famiglie per salvare le banche, perchè ha regalato 87 miliardi ai concessionari di slot machines, perchè ha sottratto a milioni di pensionati  quanto dovuto dallo stato a seguito della sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato incostituzionale la legge di Monti che ha bloccato l’adeguamento pensionistico, ha perso perché non ha capito che gli italiani malgrado tutto il qualunquismo amano la Costituzione e gelosamente la vogliono mantenere integra effettuando pochi e significativi cambiamenti approvati da un parlamento  nel suo complesso e non imposto da una maggioranza rabberciata da trasfughi, Alfano docet,  e da un presidente del consiglio arrivato a Palazzo Chigi con manovre di palazzo.

L’Italia ha detto no ad un cambiamento rabberciato e pasticciato che avrebbe, questo si, portato verso “una selva oscura”.

Ed ora, l’auspicio è che la presupponenza di certa politica renziana prenda coscienza di essere tornata con i piedi per terra e della scoppola che ha preso.

Renzi va via, ma dal suo discorso, definito da molti importante e bello (sic), si ricava l’impressione che non abbia capito e la frase “adesso il NO faccia le sue proposte”, la dice lunga sull’uomo che cerca sempre di sparigliare le carte. Si è auto incensito,  si è auto elogiato e ha accusato gli altri di non voler cambiare senza comprendere o senza voler accettare il fatto che gli italiani non fanno salti nel buio. E 47 articoli della Costituzione sono, erano, un grande salto nel buio.

Ha perso Renzi, ha vinto l’Italia e a perso l’Europa dei burocrati e questo è bene che il putto lo comprenda, magari riflettendo sulle tante bugie dette agli italiani a cominciare dalla sua dichiarazione più volte ribadita prima di prendere la poltrona di presidente del consiglio dopo il famoso “stai sereno”,  “mai a Palazzo Chigi senza passare dalle elezioni”.

L’elenco delle leggi che lui ha sciorinato nel suo discorso di dimissioni, appare come un inutile tentativo di apparire, ancora una volta, il salvatore della Patria.