Escavazione porto canale, si va verso un altro sit-in di protesta

Fra i marinai e gli armatori di Mazara del Vallo l’agitazione è ancora altissima a causa dei perduranti disagi che sta causando la mancata escavazione del porto canale.
L’impressione è che nei prossimi giorni possa essere organizzato dall’Associazioni Armatori di Mazara del Vallo e da altri cittadini vicini al comparto pesca, un corteo di protesta per le vie del centro città. Un’occasione per dimostrare ancora una volta il disappunto nei confronti della classe politica, incapace, a loro dire, di saper affrontare la situazione e trovare una soluzione.
A far presagire alla mobilitazione è il Presidente dell’Associazione Armatori Mimmo Asaro che, stanco di continue promesse e rinvii e dopo aver in tempi non sospetti minacciato il suicidio qualora non si procedesse alla pulizia, si fa portavoce di tutti i suoi associati e annuncia: «Siamo tutti uniti per scendere in piazza nei prossimi giorni e far sentire la nostra voce, perchè la situaizone non è più sostenibile». Così tuona esternando le intenzioni dell’Associazione di cui è presidente e di tutta la filiera ittica e aggiunge: «Siamo stanchi di una classe politica sempre più incapace di fronteggiare la situazione. Lo stesso sindaco – dichiara Asaro – nonostante avesse promesso di battagliare qualora venisse impedito di scaricare i fanghi del porto canale nella “Colmata B”, dopo l’approvazione del decreto da parte dell’Assessorato regionale è praticamente scappato. Il suo regalo è quello di un porto canale innavigabile nonostante gli abbiamo permesso per 30 anni di fare una politica ad alti livelli. Una volta – prosegue – qui le barche venivano a scaricare il gambero per il mercato e adesso è tutto fermo e a farne le spese è anche la cantieristica e il turismo.
La mia minaccia per il suicidio?  Ho cambiato idea perché non devo morire per colpa degli altri, anzi devo vivere e portare avanti le nostre battaglie. Abbiamo avuto una riunione con tutta la filiera ittica nella quale ci siamo confrontati per organizzarci e scendere in piazza e magari cercare di trovare altre soluzioni, come quella  – aggiunge l’armatore – di dare il porto di Mazara in mano all’Emiro del Qatar visto che ancora non viene permessa l’escavazione con tanto di fogna a cielo aperto che scarica sul fiume!».
Già il 25 maggio scorso l’Associazione Armatori aveva organizzato un corteo di protesta partito da via Selinunte fino alla Casa Comunale di comune accordo col Comitato pro-pulizia porto canale.
Ancora nessuna certezza sulla data del prossimo corteo. Inizialmente si sarebbe accennato a sabato 17 dicembre, ma è una data che ancora attende le dovute conferme.