Agricoltura: un hannus orribilis per la Sicilia

Un anno, quello che sta per concludersi, in cui si sono notevolmente aggravati i problemi di liquidità delle aziende agricole siciliane. “Infatti, oltre ai notevoli danni economici provocati dalle numerose avversità atmosferiche e commerciali – sottolinea il presidente della Confagricoltura siciliana, Ettore Pottino – abbiamo avuto la beffa del pagamento più che dimezzato delle indennità compensative, che si sono ridotte a una mera elemosina. Il pezzo forte è, in negativo, il fermo tecnico nel congelatore regionale di tutte le somme destinate ai produttori in regime biologico, che interessano diverse migliaia di aziende (più di 8 mila) ancora in attesa delle rimesse per le annualità 2013 e 2014.”

Da un ritardo all’altro, la vicenda relativa al bando del 2013 è andata avanti senza giungere ad oggi ad una vera conclusione. Sono circa 180 i milioni di euro rimasti nel limbo e che in un momento di particolare difficoltà come questo avrebbero aiutato gli agricoltori a superarlo senza incorrere in ulteriori indebitamenti.

Una storia, quella del biologico, che ha dell’incredibile. Il bando pubblico della precedente programmazione 2007/2013, emanato nel 2012 è stato annullato da una sentenza del TAR dell’aprile 2015. Da questo momento in poi sono stati sospesi tutti i pagamenti in attesa dell’esame del ricorso da parte del CGA che, incompleto, non può svolgere le proprie funzioni.

“A questo punto – conclude Pottino – l’ultima spiaggia rimane, quella della transazione che può anticipare la soluzione rispetto alla sentenza, che rimane in ultima istanza comunque necessaria. Purtroppo anche questa opzione ha avuto dei tempi tecnici che ne sminuiscono l’efficacia in quanto la medicina rischia di essere somministrata a paziente morto. Già siamo oltre ogni sopportazione ed è necessario, inderogabilmente necessario, che la politica e il sistema nella sua interezza diano un colpo di reni ed esercitino le proprie prerogative per superare di slancio la palude delle inefficienze e dare la risposta che le imprese aspettano e, a ragione, pretendono.”