Psicosi meningite. Nei centri vaccinali del trapanese l’ordine pubblico è a repentaglio

Anche in provincia di Trapani è psicosi meningite. Un fenomeno che sta seminando il panico fra la popolazione italiana in questo periodo a cavallo fra la fine del 2016 e l’inizio del 2017, anche nel trapanese ha fatto registrare un afflusso pazzesco presso tutti i presidi vaccinali, al limite del disordine pubblico.
Secondo quanto trasmesso da un comunicato ufficiale dell’Azienda Sanitaria Provinciale infatti, nel fine settimana dell’Epifania appena trascorso infatti, presso il centro vaccinale della Cittadella della Salute, si sono verificati anche casi di aggressione al personale medico, con tanto di telefonata alle forze dell’ordine da parte del medico e degli infermieri nel tentativo di dirimere la rissa.
A rassicurare tutti ci pensa il direttore generale dell’Asp di Trapani Fabrizio De Nicola, il quale fa sapere: «Il bombardamento mediatico relativo ai casi di meningite ha prodotto una vera e propria epidemia virtuale, creando nella popolazione uno stato di allerta del tutto ingiustificato e un ricorso alla pratica vaccinale disattesa negli anni precedenti per questa malattia. Non vi è alcuna emergenza o alcuna epidemia nazionale: gli dipartimento di prevenzione mi conforta che la vaccinazione può tranquillamente essere programmata dall’ASP a distanza di giorni o settimane, senza un reale aumento di rischio da parte del cittadino. Quasi ogni giorno  – ha aggiunto De Nicola – medici e personale infermieristico dei centri di  vaccinazioni della nostra provincia hanno lavorato  in una situazione di disagio notevole  e in alcuni casi reso possibile, solo grazie all’ausilio delle forze dell’ordine, mentre il medico del centro vaccinazioni di Paceco è stato oggetto di offesa e  diffamazione tramite social-network che, come ha confermato una recente sentenza della Cassazione, è un reato penale e per il quale il sanitario non esclude di adire alle vie legali per difendere la sua onorabilità e professionalità. Voglio ringraziare – ha concluso De Nicola – tutto il personale sanitario che in questo periodo ha lavorato con la professionalità  di  sempre, dimostrando spirito di appartenenza alle istituzioni, oltre che il questore e il comandante provinciale dei Carabinieri per il pronto intervento delle forze dell’ordine».
Ad intervenire in soccorso del personale medico anche il dirigente del servizio epidemiologico dell’ASP, Gaspare Canzoneri, il quale ha addirittura triplicato le postazioni alla cittadella e in ogni comune della provincia: «Ricordiamo alla popolazione – spiega Canzoneri – che, ad eccezione della regione Toscana, dove si è registrato un numero di casi di meningite meningococcica superiore all’atteso,  non è in atto sul restante territorio italiano e quindi anche nella nostra provincia nessuna emergenza di meningite anzi i casi sono in diminuzione. I numeri parlano chiaro: i casi di meningite da meningococco sono stati in Italia 164 nel 2014, 196 nel 2015 e 191 nel 2016. Nessun incremento, dunque, anzi. Per il solo meningococco C, si contano 36 casi nel 2014, 63 nel 2015 e 67 nell’anno appena trascorso. I circa 30 casi in più degli ultimi due anni sono interamente dovuto al ‘cluster’ epidemico in Toscana, dove i casi erano appena 2 nel 2014 e sono schizzati a 30 e a 31 nel 2015 e nel 2016. Nelle altre regioni i numeri sono invariati se non addirittura in calo. Si confida – ha concluso Canzoneri -nella collaborazione dei pediatri e dei medici di famiglia per promuovere e privilegiare altre vaccinazioni,  quali quelle dell’infanzia e in particolare l’antimorbillosa, con l’obiettivo di  raggiungere le coperture vaccinali, cosidetta immunità di gregge, ottimali ad imperdire la circolazione del virus e prevenire le epidemie nella nostra popolazione».