Mazara, chiusa da quasi due anni la sala lettura della Biblioteca comunale

Può rimanere chiusa per più di un anno e mezzo la sala lettura della Biblioteca comunale a causa di un problema strutturale all’apice interno della cupola in tufo realizzata pochi anni fa? Per non parlare delle varie disfunzioni dei rinnovati locali del Complesso Filippo Corridoni di via delle Sette Chiese in cui ha trovato allocazione appunto la Biblioteca comunale intitolata a “Leonardo Bonanno”. A Mazara del Vallo succede anche questo.
Più volte lo stesso direttore della biblioteca, il dott. Rosario Salafia, ha segnalato all’Amministrazione comunale il problema della caduta dei calcinacci dalla cupola di tufo che si trova proprio sopra la sala lettura. In effetti negli ultimi due anni più volte sono stati compiuti degli interventi ma nessuno è risultato risolutorio. Sta di fatto che la sala lettura della biblioteca comunale è chiusa. Così molti studenti universitari, molti mazaresi iscritti nelle Università fuori dalla Sicilia, sono costretti a stare in spazi ristretti, angusti, al fine di preparare gli esami o la loro tesi di laurea.
Abbiamo verificato ed abbiamo notato la situazione abbastanza imbarazzante nella quale sono costretti a stare gli studenti, qualcuno di loro ha più volte manifestato il disagio nel non potere usufruire della biblioteca della propria Città. Soltanto il buon senso e la gentilezza degli operatori comunali in quel sito permette loro in un modo e nell’altro di potere usufruire della biblioteca grazie alla sistemazione di alcuni tavoli adiacentemente a quelli degli stessi operatori amministrativi.
Più volte la V commissione consiliare “Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Turismo e Sport, Politiche Giovanili” ha effettuato un sopralluogo e rilevate le diverse criticità presenti nella biblioteca. Vi è anche un atto di indirizzo ad hoc iscritto nell’ordine del giorno del consiglio comunale nel quale peraltro si chiede a climatizzare adeguatamente i locali ed a provvedere al trasferimento di tutti i volumi in possesso di proprietà del Comune in un’unica struttura e valutare se l’attuale allocazione della struttura sia la più idonea ad accogliere questo patrimonio culturale e per renderlo fruibile.
Abbiamo saputo che un ultimo intervento alla cupola da dove cadono i calcinacci (uno studente era stato sfiorato da una grossa pietra caduta da circa 16 metri) era stato effettuato circa un fa da una ditta al quale il Comune aveva commissionato i lavori, circa 10.000 euro; purtroppo dopo pochi giorni il problema della caduta di calcinacci si era ripresentato e pertanto la sala lettura era stata chiusa all’accesso pubblico (vedi foto). Lo scorso novembre un’altra ditta, grazie ad una gru, aveva sondato la situazione all’apice della cupola in tufo; si pensava ad un intervento risolutorio invece finito l’esame la ditta è andata via e pertanto si rimane in attesa.
Ma vi sono altri problemi che affliggono la Biblioteca comunale che pochi anni fa, dopo aver trovato ospitalità per alcuni anni in locali in affitto dalla Diocesi a seguito della chiusura degli storici locali dell’ex Collegio dei Gesuiti di piazza Plebiscito per lavori di messa in sicurezza, è stata trasferita presso un’ala del nuovo complesso Corridoni. Circa 20.000 testi, antichi e di pregio, non sono mai stati trasferiti nei nuovi locali e sono, ancora, presso l’ex Collegio dei Gesuiti, giacciono, da diversi anni, in stanze umide con il rischio che molti loro siano ormai sbriciolati; questi al contrario di quelli presenti in via delle Sette Chiese non sono catalogati e pertanto la loro ricerca risulta impossibile l’archivio digitale provinciale.
Nei mesi invernali, infatti, entrando nella nuova biblioteca al fine di usufruire della pinacoteca è difficile trattenersi dal cadere in uno stato di forte depressione. I dipendenti comunali sono costretti a rimanere con addosso giubbotto, sciarpa e cappello per non ammalarsi vista la forte umidità ed il freddo che trasuda dalle pareti; non basta qualche stufetta a riscaldare un locale non illuminato sufficientemente. Condizioni avverse ovviamente nel periodo estivo quando la temperatura nei locali raggiunge livelli altissimi, in mancanza di condizionatori è ovvio. Probabile che queste condizioni abbiano contribuito al crollo di alcuni calcinacci dal tetto della cupola che sormonta la struttura. I calcinacci cadono sulla sala lettura della stessa biblioteca, una sala lettura (ecco anche qui la cattiva organizzazione degli spazi) in uno spazio aperto davanti alle due porte di accesso della biblioteca e agli uffici della stessa, insomma uno spazio non adeguato per quanti auspicano silenzio durante lo studio e la consultazione dei testi. “I libri per essere ben tenuti – si legge pure in un verbale della V commissione consiliare- non vanno mai posti in ambienti umidi, polverosi e bui: l’attuale sede della biblioteca è umida, buia e polverosa”.
Perché, ci chiediamo inoltre, non spostare uno dei tanti climatizzatori presenti nella Galleria d’Arte Moderna nella biblioteca, dove si muore di caldo d’estate e di freddo d’inverno? D’inverno con la sala lettura “recintata” i ragazzi ed il personale sono costretti ad uscire all’esterno per potere raggiungere i bagni.
La biblioteca come i musei rappresentano uno spazio non solo culturale, ma anche sociale, luoghi di incontro, scambio di idee e di partecipazione e nella partecipazione, che è condivisione, nasce la possibilità di elaborare forme di intelligenza collettiva e costruire nuove conoscenze. Un patrimonio che non è solo custode del passato e “servizio” per il presente, ma base per la costruzione di un futuro. A quanto pare l’Amministrazione comunale mazarese ignora questa possibilità. “Una città non è una città senza una biblioteca. Magari pretende di chiamarsi città lo stesso, ma se non ha una biblioteca sa bene di non poter ingannare nessuno” scriveva l’inglese Neil Gaiman, scrittore, fumettista, giornalista e sceneggiatore televisivo e radiofonico contemporaneo.

Francesco Mezzapelle