Siciliani Liberi. Massimo Costa: c’è un problema nell’informazione in Sicilia e in Italia.

C’è un problema se si decide che non si deve parlare della sindacatura di Siciliani Liberi a Palermo.  C’è un problema se il Tempo, quotidiano romano, mi fa un’intervista telefonica venerdì sera, dicendomi che uscirà un articolo l’indomani mattina, e poi questo viene censurato prima di andare in stampa.
C’è un problema se non si vuole far sapere ai Siciliani che l’indipendentismo è tornato, mentre ci sono giornali locali che dicono (incredibile ma vero) che l’antipolitica a Palermo sarebbe rappresentata da un signore che a lascia e piglia fa il sindaco dal 1985 e che è appoggiato nientemeno che da Sicilia Futura, il partito notabilare dell’ex ministro Cardinale, il peggio del peggio della politica siciliana, la cui alleanza dovrebbe persuadere qualunque palermitano con un minimo di coscienza a prendere le distanze da questa vecchia politica.
C’è un problema se il Giornale di Sicilia, il più antico e ormai l’unico quotidiano a stampa di Palermo, “non si accorge” nei suoi articoli di approfondimento, che noi saremo presenti, anche quando la notizia è già nelle agenzie di stampa.
C’è un problema se la Redazione RAI di Palermo “non si accorge” di nulla.
C’è un problema, ed è l’asimmetria dell’informazione, che rasenta e supera i limiti della scorrettezza politica e giornalistica, per minimizzare ciò che è nuovo e dar valore e spazio soltanto ai cadaveri, vecchi e nuovi.
Saremo costretti a difenderci. Vedremo intanto se in questa repubblica da operetta esistono leggi che fanno pagare multe ai giornali che non rispettano la par condicio, praticando la censura.
Ma confidiamo anche sui giornalisti coraggiosi, che esistono, specie on line. E soprattutto sui canali alternativi di informazione, che – come in altri paesi – faranno la differenza.
Orlando o Ferrandelli possono vincere solo nel parere degli analisti politici di alcuni quotidiani locali. Nessun palermitano potrebbe o dovrebbe prenderli sul serio. Ancora? Ma stiamo scherzando?
Questa volta però ce la prendiamo Palermo, e qualche giornalista, come la Botteri di fronte alla vittoria di Trump, resterà un po’ sorpreso.