Allarme meningite e caos vaccinazioni in provincia, la testimonianza di una mamma

Nonostante le rassicurazione e gli inviti alla calma, la popolazione continua ad affollare gli ambulatori dell’Azienda Sanitaria Provinciale per le vaccinazioni antimeningite. Dopo alcuni problemi di ordine pubblico, con tanto di insulti agli operatori sanitari, la direzione dell’Asp ha triplicato le postazioni alla Cittadella della Salute ed avviato il servizio in tutti i Comuni, isole comprese. La situazione, però, resta caotica, tanto che alcuni utenti sono stati costretti, momentaneamente, a rinunciare.
“Quando alcuni giorni fa mi sono recata alla Cittadella con mia figlia – racconta Filippa Catania, mamma di una bambina di tre anni – c’erano almeno cento persone in sala d’attesa. Tanti genitori con bambini piccoli ma anche molti adolescenti e giovani. C’era così tanta gente- ha aggiunto-, che alla fine ho deciso di lasciar perdere e di tornare un altro giorno, temendo di stare in luogo chiuso così affollato”.
Anche questa mamma, come tante altre, non nasconde la paura di un contagio per la sua piccola, alla quale però aveva già fatto fare, più di un anno fa, il vaccino contro il ceppo C della meningite, quello più pericoloso “Sebbene non fosse tra quelli obbligatori – spiega Filippa -, su consiglio anche del pediatra, io e mio marito abbiamo scelto di farle fare questo vaccino. Ora vorremmo che facesse quello contro il ceppo B, per precauzione!”.
Anche l’assessore regionale alla salute, Baldo Gucciardi, ha ribadito nei giorni scorsi che “non c’è nessun pericolo e nessuna emergenza meningite in Sicilia”. Guacciardi ha addirittura spiegato che la Sicilia è l’unica regione italiana che in tempi non sospetti ha esteso il cordone protettivo attorno alla meningite, specie per la fascia più a rischio ovvero gli adolescenti e giovani adulti, rendendolo gratuito dai 18 ai 30 anni.
Eppure alla gente le rassicurazioni degli esperti non bastano! Dopo vari dibattiti sull’utilità o la pericolosità dei vaccini- tanto che negli ultimi due anni si è registrata una diminuzione notevole dell’indice delle vaccinazioni neo natali- l’allarme che si è creato in quest’ultimo periodo pare che stia innescando un movimento inverso.
Filippa Catania fa parte di quei genitori che hanno sempre riconosciuta l’importanza di tutti i vaccini per la tutela dei propri figli, nonostante da piccolissima abbia vissuto una drammatica esperienza. “Avevo circa sei mesi – racconta – quando a seguito del vaccino antipolio aumentarono in maniera esponenziale i miei globuli bianchi. Stavo rischiando di morire. I medici trapanesi mi diedero per spacciata; i miei genitori invece non si persero d’animo provando il tutto per tutto, così mi portarono in un ospedale di Pavia. Lì, fortunatamente, grazie ad una cura speciale sono guarita. Sebbene abbia vissuto questa dramma da piccola, ritengo comunque che i vaccini vadano fatti ai bambini”.
Sulla vicenda registriamo anche la presa di posizione del dirigente del servizio epidemiologico dell’ASP, Gaspare Canzoneri. “Confidiamo – ha detto – nella collaborazione dei pediatri e dei medici di famiglia per promuovere e privilegiare altre vaccinazioni, quali quelle dell’infanzia e in particolare l’antimorbillosa, con l’obiettivo di raggiungere le coperture vaccinali, cosiddetta immunità di gregge, ottimali ad impedire la circolazione del virus e prevenire le epidemie nella nostra popolazione”.
I casi di meningite da meningococco sono stati in Italia 164 nel 2014, 196 nel 2015 e 191 nel 2016. Nessun incremento, dunque. Per il solo meningococco C, si contano 36 casi nel 2014, 63 nel 2015 e 67 nell’anno appena trascorso. I circa 30 casi in più degli ultimi due anni sono interamente dovuto al ‘cluster’ epidemico in Toscana, dove i casi erano appena 2 nel 2014 e sono schizzati a 30 e a 31 nel 2015 e nel 2016. Nelle altre regioni i numeri sono invariati se non addirittura in calo.

Ninni Cannizzo