Maltempo a Mazara, l’importanza della “Colmata B” per la salvaguardia dalle alluvioni

In attesa di capire se verrà valorizzata o meno, visto il rispetto del DM 173/2016 ed il conseguente divieto di scaricare i fanghi al suo interno, la “Colmata B” di Mazara del Vallo contribuisce ad evitare il peggio in queste giornate caratterizzate dal maltempo.
L’oggetto di discussione e principale imputato del periodo buio che sta attraversando la marineria mazarese, è servito ad attutire le incessanti piogge riversatesi negli ultimi giorni ed in particolare nella giornata di domenica 22 gennaio, quando la vasta ondata di temporali ha colpito in particolar modo la zona di Tonnarella causando ingenti danni e disagi alla popolazione.
La diga posta nel fondale della Colmata (conosciuta anche come “Laguna di Tonnarella”) e visibile in superfice da quel braccio di terra che raccoglie lo specchio d’acqua sul Mediterraneo, presenta  al suo interno dei fori, i quali permettono all’acqua piovana di fluire e defluire mantenendo stabili le condizioni della laguna e facendo che essa stessa ritorni in mare.
Condizione che probabilmente non si sarebbe verificata qualora ad ostruire quei fori fossero stati i detriti provenienti dal fiume di cui tanto si è parlato in chiave escavazione del porto canale, i quali, bloccando il deflusso dell’acqua, avrebbero potuto  provocare che lo specchio d’acqua della Colmata traboccasse fino ad allagare tutta la zona circostante e ostruendo il collegamento stradale fra porto, lungomare Fata Morgana di Tonnarella e sopraelevata.
Forse, questo episodio dannoso si sarebbe potuto evitare qualora per lo sversamento dei fanghi era previsto l’abbattimento della diga e del braccio di terra che viene a creare la colmata.
Un motivo in più per addolcire l’amaro calice offerto dal decreto ministeriale alla marineria mazarese, la quale continua nel suo comprensibilissimo stato di agitazione, “accontentandosi”, per ora, di veder salvaguardato l’ambiente ma anche la salute dei cittadini.