Porto Canale Mazara, il disappunto di Giovanni Tumbiolo su un nuovo studio dell’Ispra

Il presidente del Distretto della Pesca Giovanni Tumbiolo torna a tuonare sulla questione riguardante  il perdurante ritardo dei lavori di escavazione del porto canale. A finire sul banco degli imputati questa volta, è uno studio dell’Ispra pubblicato sull’edizione del Giornale di Sicilia di martedì 7 febbraio, che vede la cosiddetta “Colmata B” come “zona di nidificazione”. La “Colmata B”,prevista dal piano regolatore portuale mazarese secondo le leggi dello Stato e della Regione, era il luogo inizialmente identificato come area in cui sarebbero dovuti finire i fanghi estratti dal fiume mazaro.
«Dopo circa 10 anni che si parla di escavazione del porto canale –dichiara Tumbiolo attraverso un comunicato ufficiale – spunta uno studio dell’Ispra su un ‘area portuale che viene presentata come “zona di nidificazione”, quando nel territorio mazarese insistono già ben otto zone SIC, ZPS, Ramsar che godono dello status di riserva naturale regionale. Questo ulteriore ritardo –evidenzia Tumbiolo- è un attentato contro la Città di Mazara del Vallo, la sua economia e la sua storia.
Sempre secondo quanto trasmesso dallo stesso Distretto della Pesca, il 13 febbraio sarà convocato l’Osservatorio della Pesca e del Mediterraneo che avrà fra gli ospiti i maggiori esperti di economia circolare e a tal proposito Tumbiolo aggiunge: Stiamo studiando la possibilità di “riciclare” i materiali provenienti dai dragaggi portuali. I tempi non sono certo brevi. Noi però non stiamo con le mani in mano ed abbiamo a cuore, ancor più perché siamo i promotori della Blue Economy, la tutela dell’ambiente, dell’avifauna e delle risorse acquatiche. Abbiamo studiato, con severità, rigore e fino in fondo, la problematica sotto il profilo giuridico, tecnico ed ambientale. Ogni ulteriore differimento da parte di chiunque –conclude Tumbiolo – è considerato atto ostile contro la nostra comunità e rischia di alimentare la rabbia dell’intera cittadinanza che il Coordinamento Filiera Ittica Mazara ha, sin qui, sapientemente domato. A Mazara del Vallo, oltre porto si sta prosciugando l’intera economia marinara”.

8 Commenti

  1. Tumbiolo ha ragione da vendere. L’ISPRA, evidentemente male informata, non tiene minimamente conto di quello che è il territorio mazarese nel suo complesso, in percentuale, forse,il più tutelato in Europa sotto il profilo della tutela dell’avi-fauna. Il porto di Mazara non è certamente l’unico interessato da presenza di avi-fauna. Basti pensare alla vicina Trapani, dove addirittura le banchine meridionali lambiscono la riserva, regolarmente istituita e regolamentata, delle saline di Trapani e Paceco. Ma dove nessuno si è mai sognato, giustamente, di bloccare, per questo, il completamento di alcuna opera portuale.

  2. Stupisce il fatto che una persona pacata e attenta come il presidente Tumbiolo si abbandoni a simili dichiarazioni. Si legga prima la nota dell’ISPRA (massimo istituto di ricerca ambientale italiano alle dipendenze del Ministero dell’Ambiente) e vedra’ che è molto piu’ articolata di quanto possa pensare. Non parla, infatti, solo di uccelli, ma anche di pesci e l’ISPRA, tra l’altro, ha dovuto rispondere a dei quesiti che gli sono stati posti dalla IV Commissione comunale ambiente che ha condotto una serie di indagini sulle qualita’ biotiche della laguna.

  3. Valenziano, ne’ io, ne’ l’ISPRA abbiamo interessi sulla Laguna di Tonnarella, se non quelli attinenti all’osservanza delle leggi che tutelano gli ecosistemi, ovvero il patrimonio naturale. A Mazara, invece, potrebbe esserci il personaggio, i personaggi, che piu’ che al dragaggio del Porto mirino all’area della cosiddetta Costa B che essendo bene demaniale, come e’ stato anche scritto potrebbe essere acquisita a costo zero.

  4. Enzo Sciabica nel mio commento non la cito, anche perché precedente al suo. Quindi non capisco questa sua dichiarazione quasi a discarico. Venendo all’ISPRA, a mio modo di vedere ha preso una cantonata, ritenendo a torto che la colmata B sia destinata a bio-parco od acquario. O forse avrà sbagliato la IV commissione consiliare non lo so. In ogni caso tale cantonata rischia di mettere a morte la città di Mazara, e questo verosimilmente spiega la presa di posizione decisa del dr. Tumbiolo, persona che ha fama, concordo, di carattere pacato ed attento. Per il resto si informi. Il demanio marittimo si acquisisce a titolo oneroso e secondo procedure di legge non meno rigorose di quelle che tutelano gli eco-sistemi.

  5. Dovere di cronaca impone di rispondere e provvedere a rettificare i commenti che per certi versi sono fuori dalla realta’. Basterebbe osservare la fotografia della laguna di Tonnarella, allegata all’articolo, per capire che il sig. Valenziano mente sulle qualita’ ecologiche della zona umida. Al posto suo, una persona normale, piuttosto che pubblicare un commento privo di fondamenta, avrebbe scritto ALL’ISPRA, ex INFS,
    contestandogli possibilmente la “cantona”, attendere la risposta. Nessuno si sogna di ostacolare lo sviluppo economico di una citta’, in particolare di Mazara del Vallo, ma non puo’ essere neanche permesso che quattro amici al bar decidano di affossare la laguna, con la limitrofa spiaggia di TONNARELLA, che e’ bene ambientale pubblico, d’interesse transfrontaliero, da tramandare alle future generazioni. Prima di intervenire, con il rischio di compromettere il patrimonio naturale che ci rimane, la legge impone di fare le “Valutazioni Ambienali”, ma gente alla Valenziano (pseudonimo di chissa’ chi) potrebbe essere capace d’aggirare anche quelle.

  6. La foto ritrae un muraglione di calcestruzzo delimitante un acquitrino destinato ad essere colmato come deciso nelle sedi comperenti. Tra cui sicuramente l’ISPRA ex INFS non figura. Così come risposto dall’ISPRA a chi si è premurato di scrivere sull’argomento. Di patrimonio naturale a Mazara, a valenza transfrontaliera ne vantiamo già in abbondanza .Ne vantiamo talmente tanto che abbiamo difficoltà a gestirlo. Come ben sa la IV commissione comunale che si è occupata più volte del problema. Quello di cui invece Mazara difetta e’ ben altro. E su quello che non si può consentire concordo con il dr. Tumbiolo, il Sindaco, diverse commissioni comunali e per ora mi fermo dato che siamo già molti di più di quattro e perfettamente sobri

  7. Il muraglione di cemento oltre ad essersi perfettamente integrato all’ambiente, rendendosi ottimo posatoio per gli uccelli specialmente in inverno nel corso delle giornate soleggiate, ha aggiunto un’altra qualità’ alla zona umida. L’ha resa anche cassa d’espansione che mitiga il rischio idrogeologico che incombe su tutto il litorale di Tonnarella. Fermo restando il fatto che e’ davvero strano che Valenziano, nella foto allegata,veda solo il cemento e non l’acqua con la flora e l’avifauna. Sarà’ attratto solo dal cemento? Probabilmente si, visto che ha già’ provveduto a fare sotterrare la Colmata A e a farci edificare il Mercato ittico all’ingrosso che si è rivelato una massa di cemento inutile. E l’economia gira con i soldi pubblici accordati ai Valenziano.

  8. Veramente per rischio idrogeologico s’intende quello connesso alla ‘instabilità’ dei versanti, o al regime dei corsi fluviali. Orbene, Mazara sorge in ambito pianeggiante a parecchia distanza da ‘versanti’ , ossia rilievi, potenzialmente pericolosi, tant’è vero che, come riporta la letteratura geologica, non ha mai subito una inondazione nella sua storia. Altro che ‘rischio idrogeologico incombente su tutto il litorale di tonnarella’. Questo rischio, semplicemente, non è mai esistito, né per la città né per l’intero territorio di Mazara del Vallo. Quindi non si capisce proprio quale ‘rischio’ la colmata ‘B’ dovrebbe mai andare a mitigare. Quanto al fiume, chi conosce Mazara sa benissimo che qui siamo all’esterno del corso del Mazaro, quindi, ancora una volta, l’argomento non è pertinente. Càpita di sbagliare. Di solito a causa di scarsa conoscenza dell’argomento, magari legato alla scarsa dimestichezza dei luoghi. Tanto per fare un altro esempio, chiunque abbia vissuto a Mazara abbastanza sa benissimo che la Colmata ‘A’, eseguita in esecuzione del piano regolatore portuale approvato agli inizi degli anni ’70, fu avviata all’epoca, mentre la costruzione del Mercato Ittico è successiva all’anno 2000. Quindi è evidente che si tratta di interventi riferibili a diverse amministrazioni, succedutesi a notevole distanza di tempo. Ma a chi piace personalizzare piace pensare che una sola persona possa essere stata l’artefice di tutto. Manco fosse la Regina Elisabetta. A proposito: lunga vita!

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