giovedì, Febbraio 22, 2024
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Capo d’Orlando, scoperta frode per 67 milioni di euro

“Operazione agrumi d’oro”. Questo è il nome della maxi operazione messa a segno dalla Guardia di Finanza di Messina che ha permesso di scoprire un complesso sistema di frode ai danni dell’Unione Europea. Il consorzio Agridea di Capo d’Orlando, operante nel settore della lavorazione della frutta ha emesso fatture false quantificate in oltre sessantasette milioni di euro con un complesso sistema  fondato sulla compravendita di prodotti agricoli, in particolare limoni, che, in realtà, non sarebbero mai stati né prodotti né acquistati. Le fatture considerate fittizie venivano emesse in maniera “circolare” tra il consorzio Agridea e altri due consorzi, il P.A.C e il consorzio U.P.E.A. anch’essi con sede nella città orlandina e che in realtà appartenevano alla stessa società. Avevano l’obiettivo di far lievitare, solo sulla carta, il volume della produzione di agrumi del consorzio Agridea al fine di consentire a quest’ultimo di acquisire le caratteristiche richieste dalla normativa europea vigente per poter accedere agli aiuti economici europei in agricoltura. Peraltro, alcuni di questi terreni sarebbero risultati addirittura incolti o destinati a usi diversi da quelli agricoli e  alcuni macchinari per smistare i prodotti utili per la successiva commercializzazione ed in uso ai tre consorzi non sono mai entrati in funzione sin dalla data del loro acquisto. Analogamente, le celle frigorifere sono risultate costantemente vuote durante l’intero periodo di effettuazione delle operazioni di verifica svolte nei confronti dei consorzi U.P.E.A. e P.A.C.

 

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