Palermo, l’inchiesta Consip getta ombre sull’appalto della “Romeo Gestioni” all’aeroporto di Palermo

Le intercettazioni tra l’imprenditore napoletano Alfredo Romeo finito agli arresti nell’inchiesta CONSIP (inchiesta in cui è coinvolto anche Tiziano Renzi) e il parlamentare Italo Bocchino gettano un’ombra lunga sull’appalto per le pulizie dell’aeroporto di Palermo, un affare da quasi 9 milioni di euro che si aggiudicò lo scorso Aprile la “Romeo Gestioni”. Secondo quanto pubblicato stamane dall’edizione palermitana di www.repubblica.it, pare che la gara d’appalto sia gravata da quelle che si definiscono “turbative riferibili potenzialmente anche a terzi”.

A Romeo, – scrive il quotidiano – il parlamentare dice di “avere acquisito informazioni da Dario Colombo, storico responsabile del procedimento della gara” anche se Colombo non era più amministratore delegato della GESAP, incarico terminato il 30 Giugno del 2015, mentre l’intercettazione è del Gennaio 2016. Fu probabilmente a causa di questo che Bocchino si mise a cercare nuovi appoggi alla GESAP e telefonicamente descrive Romeo come “un consigliere comunale di Palermo, di Forza Italia, uomo di Schifani…quindi stiamo messi malissimo”. Informazione che però non coincide con la realtà, visto che il Rup della gara poi aggiudicata a Romeo è Giuseppe Maritano, responsabile area terminal di Gesap, che non e’ consigliere comunale. Gli investigatori però da queste intercettazioni traggono importanti informazioni, in modo particolare, evince il fatto che altri personaggi rilevanti abbiano dato una mano affinchè l’ appalto venisse preso proprio da Romeo. “L’attuale amministratore delegato che viene dal mondo bancario e ancora non ha capito dove sta…però dice…è meglio un grosso nome che è il presidente che è Fabio Giambrone, ex deputato, uomo amico di Leoluca Orlando e messo lì da Leoluca Orlando…dicono…ci stanno dando una mano e stanno facendo pressioni…per dire…anche  con il funzionario competente. Questi i passaggi chiave riportati ed estrapolati delle intercettazioni che fanno riferimento all’amministratore delegato Giuseppe Mistretta e al presidente Fabio Giambrone. Romeo e Bocchino pare che avrebbero potuto contare anche sull’appoggio di alcuni esponenti della magistratura amministrativa palermitana qualora le ditte escluse dalla gara d’appalto per le puzie dell’aeroporto avessero fatto ricorso. E in questo caso il riferimento è a Nino Lo Presti, deputato di AN e membro della sezione consultiva del consiglio di giustizia amministrativo

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