Modi di dire siciliani: «A cchi ssi susutu»

Termine usato quando qualcuno, trovandosi in una condizione di abulìa classica dei siculi, dovuta presumibilmente alle influenze arabe, spesso utilizza i vicini al fine di svolgere in sua vece alcune incombenze di piccolo conto, utilizzandoli o meglio, approfittando della posizione favorevole di quest’ultimi, rispetto alla incombenza richiesta. Detta richiesta dettata da una malattia prettamente dei siciliani, tendente a incaricare altri a svolgere le loro mansioni, può definirsi lagnusìa.
Il lagnùso pertanto è quindi il mandante delle incombenze e la malattia, a causa del continuo chiedere, essendo direttamente proporzionale alle richieste, quindi tanto più si chiede tanto più lagnùsu si diventa, è pertanto degenerativa al tempo stesso. Il culmine della malattia si raggiunge poi quando le richieste diventano di tipo orale come ad esempio quando si pronuncia la frase “a cc’hai a vucca apierta ma chiami a me figghia” con la quale la richiesta non rientra più nell’aiuto materiale ma lo stesso diventa un aiuto vocale simile al play back.

Renato Castagnetta