Modi di dire siciliani: «A li poviri e a li sbinturati, ci chiovi ‘nta lu culu macari assittati»

In una graduatoria di soggetti che parte dal basso, in cui si trovano, non per loro scelta ma fato, coloro che hanno una condizione sociale precaria, il cui reddito procapite si assesta tra i minimi, tale da non poter soddisfare i bisogni primari e quindi sono da potersi annoverare tra i poveri ovvero per definizione quelli che “si leccano a sarda” e che sono bene o male associati a coloro i quali, per così dire, la ruota della fortuna non gira nel giusto verso, tale da non potergli dire “mi chi culu chi hai” e quindi sventurati; a questi soggetti, qualora il tempo volgesse al brutto fino a piovere a dirotto, pioverebbe in culo, situazione peraltro scomoda fra le tante possibili e sicuramente avverrebbe anche in caso fossero seduti col culo riparato tale e la loro sfortuna.

Renato Castagnetta