Marsala, eccezionale scoperta nell’ipogeo del Santuario della Madonna della Cava

La scoperta eccezionale fatta in queste ultime ore all’interno del santuario della Madonnina della cava, nel cinquecentenario del ritrovamento della venerata statua che attira visitatori e fedeli tutti i giorni dell’anno, sta commuovendo tutti. Certo, quella crepa comparsa sulla parete a sinistra dell’altare centrale e che aveva subito attirato l’interesse degli esperti e dei fedeli che forse intuivano quel tanto di misterioso e proprio per questo attraente, ha tutto per essere considerato una specie di piccolo miracolo, una sorta di messaggio in codice per la città. Una sonda guidata da tre esperti, Davide Giasone, Nicolò Marino e Pietro Gallo del Gruppo Speleo Lilibeo Sotterranea, ha permesso di rivelare le immagini dipinte su una parete nascosta dietro quella principale. Un affresco meraviglioso dietro una intercapedine di circa venti centimetri raffigurante una Madonna con il Bambino ha emozionato gli esperti e promette emozioni anche a chi non appena sarà possibile andrà a vederlo.

La data impressa in numeri romani ha destato meraviglia. Risalirebbe all’ anno del Signore 1536 e anche del suo artefice tale Francisco Ballaturi terzo. L’ affresco sarebbe dunque posteriore al ritrovamento della statua della Madonna, ovvero realizzato diciotto anni dopo almeno stando ai numeri romani impressi.

A guardare le immagini un po’ sbiadite dell’affresco, parrebbe però realizzato in epoca bizantina, almeno stando allo stile e ai colori utilizzati. Se davvero risalisse al periodo bizantino, epoca che va dal 535 fino alla conquista islamica della Sicilia, questa scoperta sconvolgerebbe la Storia, in particolare, la ricostruzione storica della città di Marsala.

E se si trattasse del vero tesoro nascosto di cui da sempre si favoleggia? E se fosse questo il vero tesoro che la leggenda vuole ancora celato nel sotterraneo del Santuario? La risposta arriverà non appena sarà rimossa la parete che ancora cela l’affresco di certo lontanissimo nel tempo e che adesso come per fatalità, come per una sorta di chiusura del cerchio ha deciso di mostrarsi agli occhi del mondo. Promotore del sollecito al finanziamento che servirebbe a spostare, senza creare danneggiamenti, la parete che impedisce la vista dell’affresco è Arturo Galfano, vicepresidente del consiglio comunale e che ha ricoperto l’incarico di ufficiale rogante della Soprintendenza ai Beni Culturali, da sempre sensibile alla valorizzazione del patrimonio artistico culturale del nostro territorio. Ulteriori approfondimenti saranno pubblicati nella prossima uscita di Sicilia Oggi Notizie, in edicola venerdì 30 marzo 2017.

Tiziana Sferruggia