Elezioni amministrative, si vota domenica 11 giugno

Decisa la data per le elezioni amministrative 2017: si vota domenica 11 giugno. Lo ha stabilito il ministro dell’Interno, Marco Minniti, con proprio decreto. Le consultazioni riguardano l’elezione diretta dei sindaci e dei consigli comunali, nonché per l’elezione dei consigli circoscrizionali nelle regioni a statuto ordinario. L’eventuale turno di ballottaggio si svolgerà domenica 25 giugno. Si andrà al voto in 1021 Comuni italiani

In provincia di Trapani sono 4 i Comuni interessati: Trapani, Erice, Petrosino e Castelvetrano, anche se in quest’ultimo Comune potrebbero slittare di un anno le elezioni, poiché si è appena insediata una commissione prefettizia per verificare l’esistenza di eventuali infiltrazioni mafiose.

A Trapani e ad Erice si voterà con il sistema proporzionale mentre a Petrosino con il maggioritario.

La nuova legge elettorale ha introdotto alcuni cambiamenti rispetto a quella con cui si è votato nel 2012.  E’ stato reintrodotto l’effetto trascinamento. Previsto il cosiddetto  voto disgiunto: nella stessa scheda si può votare al tempo stesso per una lista e per un candidato sindaco non collegati tra loro. Se un elettore esprime una preferenza per un candidato o una lista ma non per il sindaco, il voto va direttamente al sindaco collegato alla lista (anche se l’elettore non ha espresso esplicitamente la preferenza). Un meccanismo che premia inevitabilmente il candidato sindaco con più liste a sostegno.

C’è poi la questione della soglia per la vittoria a primo turno. Se nessuno dei candidati a sindaco ottiene almeno il 40% delle preferenze (e non più il 50), si va al ballottaggio. Nel caso che due candidati a sindaco abbiano, a primo turno, lo stesso numero di voti (superiore al 40%), a decidere sono i voti presi dalle liste collegate o, in ultima istanza, la più giovane età. Al ballottaggio invece, a parità dei voti dei sindaci e delle liste, vince il più anziano.

Il numero di consiglieri scenderà di un terzo, con un taglio anche ai gettoni di presenza. Altro elemento nuovo è il voto di genere, che ha la scopo di aumentare la presenza femminile nei consigli: in ogni lista  uno dei due generi non potrà essere rappresentato da più di due terzi dei candidati.

L’elettore potrà esprimere una o due preferenze per i consiglieri: nel caso di voto doppio, uno dovrà essere per un uomo e l’altro per una donna (pena la nullità della seconda preferenza). Per ottenere i seggi in consiglio comunale, la lista dovrà raggiungere almeno il 5% dei voti validi.

Il sindaco che vince al primo turno ottiene il premio di maggioranza, a patto che le sue liste abbiano preso il 40% e le altre non abbiano superato il 50% dei voti; al ballottaggio, il sindaco vincente ottiene comunque il premio a meno che le altre liste coalizzate non abbiano almeno il 50%.