Mazara, il coordinamento filiera ittica torna sul problema del porto canale

Il coordinamento filiera ittica di Mazara affronta nuovamente e con maggiore vigore la questione del porto di Mazara che è senza illuminazione ed è innavigabile per la maggior parte della sua estensione. Questo stato di cose avrebbe causato nel corso degli ultimi anni notevoli danni all’economia con perdita di posti di lavoro che da una stima di mercato si aggirerebbe intorno alle 2000 unità. Le pratiche riguardanti il porto di cui il Coordinamento si sta occupando sono tre. In primis il progetto di escavazione dei 50.000 metri cubi a cura del Commissario per il Contrasto al Dissesto Idrogeologico (MIT), il progetto relativo all’illuminazione ed altri servizi e il progetto di ammodernamento delle strutture portuali e della logistica. Non ultimo da affrontare vi è il problema dello sversamento dei fanghi nella Colmata B. Sversare il materiale in discarica, come inizialmente imposto dalla Regione, e non in Colmata B (come previsto dal progetto esecutivo) comporterebbe un costo dieci volte superiore e questo equivale a dire, secondo il coordinamento della filiera ittica , niente sversamento, niente porto.