Nuove intimidazioni al sindaco di Petrosino. Gaspare Giacalone: «Se ci minacciano vuol dire che stiamo operando bene»

Nei giorni scorsi il sindaco del comune di Petrosino, Gaspare Giacalone e la sua giunta sono stati oggetto di gravi intimidazioni e minacce attraverso una lettera anonima. Il sindaco e l’amministrazione nel corso degli ultimi cinque anni hanno subito pressioni ma hanno continuato a svolgere il proprio lavoro con la stessa sollecitudine che li ha sempre contraddistinti.

Sindaco, intanto desidero esprimerle la nostra solidarietà  con quanto è accaduto nei giorni scorsi e la condanna per la triste missiva intimidatoria inviatale da quel sedicente gruppo che si fa chiamare Associazione Volontari Petrosino d’occhio. Anche questa volta le minacce riguardano sia lei che la sua giunta. 

«La ringrazio per le parole di supporto che mi son sempre di aiuto e che servono a ricaricare le batterie. Certo, non si tratta soltanto di me ma di tutta la mia squadra. A episodi del genere siamo purtroppo abituati negli ultimi cinque anni e ogni volta, fin dal primo momento, abbiamo avuto sempre la stessa reazione, la stessa fermezza totale e la stessa serenità d’animo che ci permette di continuare il nostro progetto comune. Quando si accetta di ricoprire dei ruoli di responsabilità anche in una piccola realtà come quella di Petrosino, si mette in conto anche questo».

Che idea si è fatta sindaco di quanto è accaduto? chi potrebbe avercela a tal punto da minacciarvi di morte? Vi siete opposti agli interessi economici di qualcuno? 

«Sarebbe scellerato se gli amministratori si opponessero a serie iniziative imprenditoriali volte a sviluppare il nostro territorio e favorire nuovi posti di lavoro. Semmai abbiamo capito fin da subito che c’era qualcosa che non andava anche per quanto riguarda la spiaggia di Lido Torrazza. Le indagini sono partite dalla procura di Marsala e noi come amministrazione abbiamo appoggiato in tutto gli inquirenti. Di fatto c’è tutto bloccato. Nessuno può mettere mano a quel posto se prima non verrà chiarito tutto. È il prezzo da pagare per il rispetto della legalità che viene prima di tutto».

Vi siete però costituiti parte civile.

«Certo, è stato giusto, la cosa migliore da fare. Non abbiamo fatto altro che perseguire le nostre linee guida che sono la legalità, il rispetto delle regole, l’orgoglio di sentirsi figli di una terra spesso difficile ma non irrecuperabile».

Cosa è cambiato e quanto da che lei è stato eletto come sindaco? Lei è sicuramente uno di quei sindaci che lasciano il segno

«Ho cercato di dare una svolta ad un modo di pensare rassegnato, senza speranza per il futuro. Tanto è stato fatto, tantissimo c’è ancora da fare. Mi piacerebbe che il nostro sogno, il nostro progetto di una Petrosino diversa, continuasse fino a consolidarsi pienamente un nuovo modo di pensare, di essere cittadini di un territorio dove vige la giustizia e dove la cultura occupa un posto di primo piano».

Lei ha davvero segnato un’epoca. Ha portato artisti internazionali, nomi impensabili fino a qualche tempo fa, star di livello internazionale non soltanto sul palco ma anche nel concorso artistico dei murales per abbellire la cittadina.

«Tutto è possibile. Questo è il messaggio che abbiamo voluto dare ai nostri cittadini. Anche molta gente che prima ci criticava perchè non riusciva vedere il quadro d’insieme, ora è dalla nostra parte. Le strade buie per esempio, l’oscurità imperante che c’era a Petrosino adesso non è che un ricordo. Abbiamo i led che ci consentono un risparmio energetico non indifferente e il rispetto dell’ambiente. Anche allo stadio abbiamo luci così a risparmio e che illuminano benissimo. Abbiamo ottimizzato le risorse e fatto spese oculate, scegliendo quello che fosse annoverabile fra il bene comune. Abbiamo aggiustato le scuole oggetto in passato di raid vandalici, con forza e determinazione, per dare un messaggio di coerenza e di amore per la cultura. Anche il cimitero abbiamo ristrutturato nelle parti carenti. Le buche sull’asfalto sono state riparate e quelle che ancora esistono saranno prestissimo aggiustate».

Oltre ai murales che abbelliscono c’è anche la raccolta differenziata che preso piede. Anche questo ha tutti i connotati di una rivoluzione.

«Sì, bellezza e pulizia. Vivere in un ambiente più bello e più pulito aiuta tutti. I petrosileni hanno risposto bene alla raccolta differenziata. Sono soddisfatto di questo senso civico che fa ben sperare per il superamento di certi egoismi».

La campagna elettorale come si preanuncia, sindaco?

«A me interessa che non vengano interrotti i progetti che ancora non siamo riusciti a portare a termine. Quello che mi dà tanta forza è saper che molti cittadini credono in me e mi appoggiano».

Come considera gli spari che qualche domenica fa hanno rischiato di provocare una vera e propria strage fra i giovani che ignari di essere così in pericolo affollavano la piazza cittadina in un’ora poi di gran fermento? Crede che ci sia un collegamento con le intimidazioni che le sono state rivolte attraverso la lettera anonima spedita tra l’ altro da Palermo?

«Quel gesto così esecrabile ci ha rattristati profondamente. Si tratta però di un gesto che non ha nulla a che fare con me, con il mio operato. Sono due cose bene distinte, due tipi di criminalità ben diverse. Se ci minacciano vuol dire che stiamo operando bene, che pestiamo i piedi di chi vorrebbe esercitare un controllo totale sul territorio».

Eppure c’è qualcuno che malignamente azzarda ipotesi fantasiose su quest’ultima intimidazione, fa illazioni, insinua dubbi sulle veridicità di un simile gesto.

«Per fortuna non è che un’esigua minoranza. Purtroppo le intimidazioni si sono succedute nel corso di questi ultimi cinque anni, e anche con aspetti drammatici come l’esplosione di colpi di fucile contro le finestre del comune per intimidirci, per farci perdere coesione, vigore. Sono rammaricato dai toni esasperati, dalle reazioni di chi, piuttosto che essere solidale con un suo simile che è minacciato, ne approfitta per confondere le idee, e trarne magari vantaggio personale. La politica dovrebbe essere invece un pulito tributo al servizio del popolo».

Cosa farà ne futuro sindaco?

«Spero di continuare con serenità a svolgere il mio lavoro assicurando la continuità della legalità e dei progetti che non andrebbero interrotti. Non ci fermeremo né ci fermeranno. Andremo avanti come sempre. Lo dobbiamo a chi ha creduto in noi e a chi anche con scetticismo ha criticato le nostre scelte coraggiose».