Strage di Pizzolungo, trentadue anni fa lo scoppio dell’autobomba che spazzò via una famiglia

Trentadue anni fa a Pizzolungo, nell’attentato in cui avrebbe dovuto morire il giudice Carlo Palermo, che si occupava di delicate indagini di mafia, persero la vita una giovane madre Barbara Rizzo che, a bordo della sua wolkswagen con i suoi due figli, i gemellini  Salvatore e Giuseppe Asta stava per accompagnarli a scuola. Il sorpasso dell’auto su cui viaggiava il giudice fu fatale.  L’autobomba piazzata all’interno di un’auto parcheggiata lungo il bordo della strada costiera che porta verso Trapani, li prese in pieno. Carlo Palermo stava indagando sull’omicidio Ciaccio Montalto, ucciso a Trapani due anni prima, e con il quale si erano incontrati a Trento, per scambiarsi alcune informazioni, appena tre settimane prima del suo omicidio. Dei corpi non rimase quasi nulla e per il dolore devastante, Nunzio Asta è morto di crepacuore qualche anno dopo, lasciando la figlia Margherita sola, all’ epoca dei fatti, undicenne e che si salvò perché quella mattina andò a scuola accompagnata da una vicina di casa. Oggi, dalle 10:30 a Pizzolungo, si terrà  la manifestazione commemorativa sul luogo della strage.