Sturiano: «Pagare tutti per pagare meno». Il presidente del consiglio contro l’evasione che penalizza i disagiati

Abbiamo incontrato nei giorni il presidente del consiglio comunale di Marsala, Enzo Sturiano, al quale abbiamo chiesto, quale sia secondo lui il metodo politico da adottare per amministrare al meglio la città e come bisogna agire in merito alle ingiustizie sociali che purtroppo affliggono la nostra società e che finiscono sempre col penalizzare i più deboli.

Presidente, nei giorni scorsi ci è sembrato, per così dire “sul sentiero di guerra” con la segreteria del partito democratico di Marsala. Le tessere e i tesseramenti del PD sono stati al centro di un aspro confronto politico con l’onorevole Antonella Milazzo. Perchè si è innescata questa polemica? E sopratutto, è sempre intenzionato a entrare e restare nel PD?

«Mi piace fare la politica in un certo modo. Per me la politica è “apertura” e non chiusura verso l’esterno. Voglio aprire un nuovo circolo PD per dare la possibilità a tante persone che vogliono iscriversi a un partito aperto e che desiderano dare il loro contributo di idee. un partito non deve essere ostaggio di una amministrazione. Non è possibile sentire dire da una segretaria di partito che non può e non vuole gonfiare il tesseramento sotto campagna elettorale. I partiti non sono proprietà privata. I tesseramenti vanno fatti in piazza, con i banchetti. Un partito di sinistra è aperto alla gente e non si trincera dietro la cosiddetta “società civile”».

Dall’esterno, si percepisce che a cominciare da questa consiliatura si stia lavorando per una presidenza del consiglio sempre più attiva e più determinata. Cosa bolle in pentola?

«Il consiglio comunale è un organo di controllo che ha due poteri importantissimi. Il potere di controllo e quello di indirizzo. Giunta e consiglio dovrebbero collaborare. Il consiglio dovrebbe indirizzare e la Giunta elaborare gli atti deliberativi. In  questo modo si andrebbe avanti. Mi   piace la programmazione e il confronto anche se fare opposizione non mi spaventa. La farei e la faccio mille volte perchè ci credo, perchè la politica la faccio con passione».

Programmazione e confronto.  A cosa si riferisce nello specifico?

«Alle tariffe da adottare ad esempio. Se si vuole agevolare una categoria piuttosto che un’altra, si dovrebbe concertare insieme, con scelte che vanno prese a monte. Non dovrebbero pagare sempre le famiglie. Mi spiego meglio: se uno ha un bar di 60 mq e paga 600 euro di tasse, perchè un famiglia composta da 4 persone e con lavoro magari part time deve pagare la stessa cifra del gestore del bar? Con 60 mq produci reddito e anche molta spazzatura, però paghi la stessa cifra di una famiglia in difficoltà. C’è una forte sperequazione in questo e a tutto svantaggio delle famiglie. Se il bar pagasse ad esempio 50 o 60 euro in più all’anno, non chiuderebbe ma alle famiglie ne verrebbe qualcosa di buono. Su questo bisognerebbe lavorare, ad un’equa distribuzione delle tasse».

I conti sulla TARI quadrano? il consiglio comunale ha approvato il piano finanziari proprio ieri.

«Sono molto soddisfatto. Sulla raccolta c’è stato un risparmio di 650 mila euro. Il trasporto fuori provincia dell’indifferenziata ci penalizzava. Ora non conferiamo più a Siculiana ma a Borrania. Siculiana ci costava circa 400 mila euro all’anno. E poi sono stati trovati molti evasori. È impensabile che la maggior parte dei marsalesi dichiari di abitare in case di 70 mq. Io camminando per la città vedo case enormi e private. Io sono per la giustizia sociale. Pagare tutti per pagare meno. Io sono per la difesa della povera gente».

Come si potrebbe applicare questo?

«Il Comune di Marsala ha stipulato, 5 o 6 anni fa una convenzione con l’agenzia delle entrate dove il recupero dell’evasione fiscale, affitti in nero, tasse inevase dell’ IMU, avrebbero dovuto rimpinguare le casse comunali. Purtroppo queste somme recuperate passano dalla regione e la regione se le tiene. Questo non è giusto».

Cosa ne pensa del tanto contestato e discusso Piano Paesaggistico?

«I piani paesaggistici, in genere, servono a garantire il rispetto dell’ambiente e a evitare colate di cemento ovunque che danneggiano la natura e le bellezze di un territorio. Nello specifico però, questo piano presentato ultimamente, non ha tenuto conto dell’economia di un territorio e si è limitato a vietare. Questo piano blocca le attività economiche prettamente agricole di cui la nostra economia vive. Le norme di attuazione di questo Piano non tengono conto delle strategie di impresa. Le faccio un esempio. Sono vietate le coltivazioni della vite a “spalliera”. Sa cosa significherebbe questo? Stravolgere le coltivazioni, cambiare modalità di produzione del vino e riadattarsi a un mercato che esige un certo tipo di vino. E inoltre, tutti quei finanziamenti che sono previsti propri per questo tipo di coltivazione che fine farebbero»?

Nello specifico pensa alle domande per il finanziamento dai fondi europei che scade il prossimo 10 Aprile il PSR Sicilia per lo sviluppo rurale?

«Proprio così. E poi anche a quello previsto dal ministero dello sviluppo economico il cui sportello telematico apre il 4 Aprile a cui possono partecipare le imprese con progetti che potrebbero ottenere finanziamenti anche se Marsala ne è esclusa perchè questo bando è per lo sviluppo delle aree depresse e non complesse. Ma io si sa, patteggio per lo sviluppo di un territorio che porterà benefici alla gente in difficoltà e di conseguenza a noi tutti».

L’ambiente andrebbe tutelato però. 

«Io sono per la riduzione del traffico ad esempio della litoranea e alla costruzione delle piste ciclabili e per un’espansione rispettosa delle infrastrutture. Marsala da questo Piano ne risulta penalizzata rispetto a Trapani. La riserva dello Stagnone è giusto che sia protetta ma perchè penalizzare il kite? Si fanno campionati che attirano sportivi da tutto il mondo. Perchè penalizzare un’attività in espansione? Ci sono attività ricettive in molti luoghi turistici anche fatte su palafitte che non deturpano perchè non sono in pianta fissa».

Ultimamente lei è stato al centro di qualche polemica riguardo al modo di riportare le notizie da parte di alcune testate, che secondo lei, riporterebbero notizie senza verificarle o addirittura che insinuerebbero dubbi o instillano perplessità basate su teoremi fantasiosi. Cosa è per lei, la libertà di stampa?

«Il diritto di cronaca non significa ipotizzare o fare illazioni ma riportare con correttezza quanto accade, con diritto di replica e obiettività. Non ho nulla da temere e vado dritto per la mia strada. Conosco bene la politica, mi piace e so che c’è anche chi gioca sporco ma io non ho nulla da temere».