Anche Fazio interviene sull’abbattimento delle eritrine: “provvedimento paradossale”

“Trovo paradossale che alla fine del suo mandato, a poco più di 60 giorni dalla scadenza dell’incarico, il sindaco Vito Damiano si occupi dell’incolumità dei trapanesi disponendo il taglio delle eritrine di Viale Duca d’Aosta, quando nei cinque anni precedenti, su tutto il territorio comunale, nulla è stato fatto per la manutenzione ordinaria del verde pubblico”. Così l’on. Girolamo Fazio, candidato a sindaco di Trapani alle elezioni amministrative che si terranno a giugno.

“Se gli alberi vengono abbandonati alla crescita incontrollata delle chiome- progegue-, se non si opera una verifica della tenuta degli apparati radicali nel corso del tempo, è ovvio che poi costituiscono un pericolo. Se, invece, controllati e mantenuti in ordine, curati quando preda di malattie, funghi o parassiti, possono benissimo coesistere con l’ambiente urbano creando un arredo irrinunciabile della città”.

“Ancora una volta Damiano – aggiunge Fazio- si contraddistingue per un segno negativo del suo passaggio nella storia amministrativa di Trapani. Forse sarebbe stato meglio disporre un ulteriore approfondimento e individuare una strada per salvare questi alberi che caratterizzano il paesaggio urbano del centro storico e quindi sotto una tutela indiretta delle soprintendenza ai Beni Culturali e paesaggistici.  Viale Duca d’Aosta senza le eritrine non sarà più riconoscibile dai trapanesi. Mi chiedo se la Soprintendenza abbia espresso un parere sul provvedimento. Invito il sindaco a desistere dal portarlo avanti e continuare nel taglio delle eritrine”.

Poi torna sulla vicenda dalla paventata chiusua della Biblioteca Fardelliana

“Stesso discorso per la Biblioteca Fardelliana di cui e meglio non parlare per carità di Patria; infine i 4 milioni di buco in bilancio, questo sì buco vero e non quello fantomatico che mi attribuiva all’inizio del suo mandato. Trovo, infine, superfluo prendersela con il Consiglio Comunale, con quella stessa maggioranza consiliare con la quale ha collaborato e che ha approvato provvedimenti illegittimi ed iniqui. È ovvio che oggi sia lasciato solo a prendersi tutto il carico di responsabilità per la sua attività amministrativa, non poteva che essere così perché ciascun consigliere di maggioranza oggi cerca di sopravvivere al giudizio degli elettori”.