Truffa fondi europei. Undici denunciati a Patti

I finanzieri di Patti (Me) nelle scorse settimane, hanno concluso, un’operazione che ha permesso di denunciare undici persone per i reati di truffa aggravata finalizzata al conseguimento di fondi pubblici e di emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, sequestrando somme di denaro e beni immobili per un totale di circa 180.000 euro. In particolare, le fiamme gialle hanno sottoposto a controllo un’impresa agricola di Gioiosa Marea (Me), che aveva percepito un contributo regionale e comunitario nell’ambito dei fondi sia PSR che del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale, relativo al rimboschimento di terreni agricoli. La frode ha riguardato i fondi destinati al rimboschimento di un terreno dell’estensione di trenta ettari, nel territorio del comune di San Piero Patti, nell’area dei Nebrodi. Gli organizzatori della truffa, residenti a Gioiosa Marea, avevano richiesto e ottenuto risorse finanziarie pubbliche presentando fatture emesse da soggetti che non avevano prestato alcuna attività relativa alla preparazione delle superfici destinate alla piantumazione di 24.000 alberi, da destinare alla produzione di materiale legnoso.

Attraverso l’attività investigativa, i militari, sono riusciti ad individuare un articolato sistema posto alla base della frode, imperniato sull’utilizzo sistematico di fatture per operazioni in tutto o in parte inesistenti. Tali documenti erano serviti per giustificare agli enti erogatori, tra cui l’Assessorato Regionale alle Attività Produttive della Sicilia e l’A.G.E.A. (Agenzia per le erogazioni in agricoltura), spese in realtà mai sostenute. I costi fittizi venivano inseriti nei progetti presentati per ottenere illecitamente la concessione del finanziamento, dell’importo complessivo di 180 mila euro. L’attività d’indagine, diretta dai Sostituti Procuratori della Repubblica di Patti, dott. Giuseppe Costa e dott.ssa Maria Milia, si è conclusa con la denuncia di undici persone ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di truffa aggravata finalizzata al conseguimento di erogazioni pubbliche ed emissione e utilizzo di fatture false, per i quali è prevista la reclusione fino a un massimo di sei anni. Contestualmente, su disposizione del G.I.P. del Tribunale di Patti, dott. Eugenio Aliquò, i finanzieri pattesi hanno dato esecuzione al decreto di sequestro preventivo di somme di denaro e beni immobili per un valore pari all’importo indebitamente percepito.