Marsala, casa di riposo a rischio chiusura

Continua lo stato di incertezza fra i dipendenti e gli ospiti della casa di riposo Giovanni XIII di Marsala ente istituito per volontà del Comune di Marsala con proprio atto nel lontano 1874.  Anche se i debiti sono diminuiti, passando da i 464.763 euro del 2006 a circa 2.250.000 euro del 2016 e nonostante negli ultimi bilanci, il debito è stato limitato grazie alle entrate relative all’ attività di centro di accoglienza straordinario per immigrati richiedenti asilo, la casa di riposo rischia la chiusura. Sono state riscontrate criticità della struttura durante alcuni sopralluoghi ispettivi e la struttura necessita di interventi urgenti di manutenzione straordinaria oltre che adeguamenti alle normative vigenti ) e a seguito dei quali la prefettura è stata costretta a diminuire la convenzione iniziale che fino al mese di ottobre del 2016 era di 119 posti fino agli attuali 40 posti e con il rischio di vedere revocati anche questi. Il Consiglio Comunale è intervenuto prontamente chiedendo la redazione di un progetto per la manutenzione straordinaria della struttura e la risoluzione delle criticità riscontrate, e  reperendo in fase di approvazione del bilancio di previsione 2016 attraverso un proprio emendamento le 90.000 euro di risorse necessarie  per gli interventi  manutentivi e l’avvenuta consegna  inizio dei lavori di qualche giorno fa, i problemi della casa di riposo si aggravano sempre di più. Il debito è destinato a crescere , i dipendenti  attendono che gli vengano corrisposti  le 24 mensilità arretrate e i fornitori attendono il pagamento delle fatture. L’ufficio di presidenza nelle persone del presidente Enzo Sturiano, Arturo Galfano ed Eleonora Milazzo, hanno incontrato il commissario straordinario Francesco Mannone e hanno discusso delle strade percorribili per trovare una soluzione. Le ipotesi sono queste. Rilancio della struttura attraverso la stipula della convenzione con l’ASP di Trapani per il servizio di assistenza per persone fragili con patologie cronico-degenerative , con riguardo alla popolazione ultra sessantacinquenne ai sensi del Decreto interassessoriale n° 16 del 13 gennaio del 2012, così come richiesto dall’ente ,  in più bisogna migliorare la qualità degli attuali servizi offerti come casa di riposo per 70 unità e casa protetta per 58 utenti. Se la politica non è in grado di percorrere positivamente la prima, ottenendo la convenzione con l’ASP di Trapani per il riconoscimento della struttura come RSA , deve trovare il coraggio di dire che non ci sono altre soluzioni se non quella di iniziare le procedure di estinzione e porre fine a questa lenta agonia che porterà alla morte certa dell’ente, che se fatta per tempo limiterà anche i danni economici per il comune stesso e darà almeno certezza ai lavoratori di ruolo di cui il comune dovrà farsi carico.