Tapani, Fazio: «Questa amministrazione in cinque anni è stata capace di distruggere dieci anni di attività»

Girolamo Fazio

In vista delle amministrative di giugno abbiamo intervistato l’onorevole Girolamo Fazio candidato sindaco della città di Trapani.
Perché vuole ricandidarsi a sindaco? Chi la sosterrà?
«Perché mi piange il cuore a vedere Trapani nelle condizioni in cui è stata ridotta e quindi mi metto a disposizione per tentare di fare risalire la china e ricominciare quel percorso che è stato interrotto nel 2012 perché dopo la fine del secondo mandato non potevo più ricandidarmi.L’amministrazione uscente ha ridotto questa città, per mancanza di programmazione, capacità e impegno, nello stato pessimo in cui si trova. è necessario dunque un intervento straordinario per riprendere il percorso di sviluppo interrotto. Nonostante molti mi dicano “ma chi te lo fa fare”, io non riesco a stare con le mani in mano nel vedere il degrado della mia città. E non riesco a tirarmi indietro. Mi sosterranno tre liste che fanno riferimento alla mia persona e una lista civica esterna. Una è la “Lista Fazio”, poi c’è “Uniti per il futuro sindaco Fazio” e “Progetto per Trapani sindaco Fazio”. La quarta è in corso di elaborazione. E poi c’è un’altra lista che fa capo all’onorevole Turano, già completa».
Nelle precedenti amministrative, il centro destra si è presentato compatto, ora è diviso: una parte sosterrà lei, una parte l’altro candidato, il senatore D’Alì che tra l’altro, ha dalla propria anche il PSI di Nino Oddo e l’ex sindaco Mario Buscaino. Pensa che questo potrebbe penalizzarla?
«Nelle amministrative il discorso destra/sinistra non vale. Gli elettori si spogliano dalla etichettatura politica e votano la persona più adatta a diventare sindaco. Mi è capitato più volte di sentirmi dire: io sono di sinistra ma voto per lei, onorevole Fazio. Non mi sento né avvantaggiato né svantaggiato dal sostegno di Oddo a D’Alì. I trapanesi conoscono il mio modo di amministrare e il mio impegno per cui non mi presento a loro con un programma formale senza che poi dietro ci sia una corrispondenza valida dal punto di vista fattuale».
Da qualche settimana è partita la raccolta differenziata senza i lavoratori della Trapani Servizi. Chi se ne occupa? Che ruolo ha la SRR? E se sarà rieletto come intende affrontare il problema dei lavoratori?
«La SRR non è ancora operativa, peraltro la SRR non opera direttamente ma è una società che si occupa di individuare chi gestirà il servizio di raccolta che è assunta ad oggi direttamente dal Comune ed è una iniziativa a dir poco fallimentare. Fino a una settimana fa circa, l’amministrazione comunale di Trapani pensava di procedere alla raccolta differenziata tramite la Trapani Servizi in house, poi nell’arco di ventiquattro ore ha cambiato idea, ha assunto la delibera e ha dato mandato poi alla SRR insieme agli altri comuni per procedere poi all’esecuzione del bando e a individuare la società che si dovrà occupare della raccolta. Secondo me invece la Trapani Servizi doveva essere potenziata in quanto già capace di fare il proprio lavoro e andava sostenuta per potere adempire al meglio anche per quanto riguarda la differenziata. Quando sono andato via, nel 2012, avevo già individuato le zone adatte per garantire lo smistamento dei rifiuti, ovvero gli impianti di riciclaggio per la preselezione e selezione dei materiali. Quello che è accaduto dopo ci ha fatto perdere inutilmente cinque anni».
Cosa farebbe lei se fosse eletto?
«La prima cosa da fare, differenziata o meno, la città va ripulita con un intervento straordinario come se fosse un barbone che lo si porta a lavare e che lo si libera di tutta la sporcizia accumulata nel tempo. Fatto questo poi si interverrà per attuare la differenziata ma non come è stata immaginata da questa amministrazione. Per quanto riguarda i lavoratori della Trapani Servizi, almeno nella prima fase non subirebbero conseguenze perché nell’ambito del bando che si sta per redigere, verrà inserito l’obbligo dell’assunzione del personale che in atto si occupa appunto della raccolta dei rifiuti. Questi lavoratori non perderebbero il posto di lavoro, semmai il problema si porrà alla scadenza del contratto perché in quel caso avrebbero perso la connotazione di soggetti parapubblici in quanto dipendenti di una società pubblica che è la Trapani Servizi controllata da Comune».
Il mercato ittico rischia di chiudere. Le esigenze dei lavoratori pare che non collimino con gli interessi e le scelte dell’amministrazione. Dove è l’errore? Qual è il futuro del mercato?
«Sono andato stamattina al mercato. Quando c’ero io, scusi se mi autocito, ma in effetti non posso fare altrimenti, funzionava bene. Io credo che occorrerebbe procedere al meglio cioè fare al pomeriggio la vendita all’ingrosso e al mattino procedere con la vendita al minuto. I vantaggi che ne deriverebbero sono enormi. In primis per quanto riguarda la pulizia, ammortizzeremmo i costi e poi trattandosi di un mercato al chiuso, sarebbe più controllabile. Una cosa è pulire un mercato chiuso, altro è pulire un mercato all’aperto. Per la pulizia il Comune attualmente spende 45 mila euro all’anno e quindi, per il rientro delle spese, gli operatori del settore, in tutto 14, dovrebbero sobbarcarsi di una retta di circa 4 mila euro, tassa di posteggio inclusa. Una cifra impegnativa come vede».
In una recente intervista rilasciata al nostro giornale, il senatore D’Alì ha detto che lei ha goduto di progettualità non sue. Cosa risponde a queste dichiarazioni?
«Una cosa è la progettualità, un’altra è l’attuazione della stessa. Se il senatore con questa dichiarazione intende assumersi la paternità della progettualità, dico che questo non corrisponde al vero. Sono stato sindaco dal 2001 al 2012 e il senatore D’Alì c’era durante le sindacature Laudicina e Buscaino e con Damiano ha avuto la possibilità di designare almeno quattro assessori che facevano riferimento a lui. Ma soltanto sotto la mia guida la città è esplosa, nel senso che sono iniziati una serie di investimenti e realizzazione di infrastrutture. Ma non appena sono andato via mio, nonostante la sua presenza, la città non è migliorata. Anzi c’è stato un calo di attenzione e un arretramento della città. Pertanto, pur riconoscendo il suo impegno e sarei uno stupido a dire che ho fatto tutto io. I trapanesi però vedevano me alle 6 del mattino nei cantieri o alle 2 del pomeriggio al cimitero per controllare la pulizia. Vedevano me, non lui, per questo credo che non prenderà i cittadini trapanesi per i fondelli. Capisco che dal punto di vista politico lui cerchi di imbrogliare le carte ma è difficile che i trapanesi credano alle sue parole. Lui è stato presidente della provincia e non ci ha pensato due volte a lasciare la carica per una poltrona sicuramente molto più comoda. Era sempre assente nel ruolo di presidente della provincia al punto che si diceva in giro che fosse Peppe Poma il vero presidente e non lui».
Eppure a lui attribuiscono quel clima cosiddetto di America’s Cup.
«Ha avuto l’intuizione e l’iniziativa poi di portare l’America’s Cup a Trapani ma avete idea di cosa abbia significato gestire tutto questo? Sia materialmente che organizzativo, è stato un impegno enorme. Lui se ne vanta certo, ma se io non avessi rilasciato la fideuzione personale di ben cinque milioni di euro, l’America’s Cup non si sarebbe mai realizzata. Il senatore D’Alì non l’ha rilasciata ma io. Lui ha preferito restarsene dietro le quinte a prendersi gli allori mentre l’attività pratica l’ho realizzata io».
Gli impianti sportivi a Trapani sono chiusi. Che progetti propone agli elettori per questo?
«Questa amministrazione ha distrutto un buon operato, il mio, che andando via li avevo lasciati funzionanti. In cinque anni è stata capace di distruggere dieci anni di attività. Chieda in giro, faccia un’indagine fra i cittadini che le diranno se la città è andata avanti o indietro».
In una recente intervista rilasciata da Leoluca Orlando al nostro giornale sosteneva che, Birgi senza Palermo non ha futuro ovvero Gesap e Airgest dovrebbero unirsi per affrontare al meglio il mercato e superare le eventuali crisi. Cosa ne pensa lei?
«Ogni aeroporto se non ha un volume d’affari notevole oppure in questo caso se non ha un numero di passeggeri che supera i tre milioni, dal punto di vista prettamente economico non è in grado di sopravvivere. Tutti i piccoli aeroporti subiscono delle perdite se non hanno questi numeri e devono essere aiutati ed è in effetti quello che avviene a Birgi. L’aeroporto per noi è di vitale importanza e la ricaduta sul territori è di gran lunga superiore all’impegno sui costi che determina. Il sindaco di Trapani insieme ai sindaci degli altri comuni deve operare affinchè le imprese commerciali contribuiscano a riequilibrare i conti. Se a un imprenditore gli chiedi “investi cento e avrai un ritorno di trecento” crede che non contribuirà. Se Orlando crede di acquisire l’aeroporto di Birgi in una sorta di vassallaggio, io non sono d’accordo. Se invece, nell’ambito delle rispettive competenze, e le assicuro che ci sono, è possibile creare una collaborazione che non svantaggi Birgi io sono felice di questo. Intanto nella situazione attuale, dormiamo sonni tranquilli perché l’intervento della regione siciliana con i quattro milioni che ha messo a disposizione del nostro aeroporto, non ci sono rischi di chiusura e anche se dovesse tirarsi indietro, le assicuro che chi ha interessi importanti economici non lascerà che Birgi chiuda perché le ricadute sarebbero catastrofiche. Ecco perché non sono d’accordo che Birgi non abbia futuro. Orlando lo dice perché vorrebbe acquisire anche la leadership di Birgi. Non mi tirerei indietro da un accordo, da una alleanza da un’intesa con Palermo anzi questo potrebbe farmi piacere. Immaginare che Trapani resti aeroporto lowcost e che Palermo sia utilizzato per traffico normale e ordinario a me andrebbe benissimo, tanto distano 45 minuti. Semmai andrebbero potenziati i servizi dato che siamo in ritardo. Penso al ripristino della rete ferroviaria per collegare Birgi e Palermo in un percorso veloce».
Onorevole come si sente adesso?
«Mi sento abbastanza carico e soprattutto ho le idee chiare. In dieci anni di sindacatura ho accumulato molta esperienza sul campo che mi sono stati molto utili a livello regionale. Ritengo che ogni parlamentare debba fare una esperienza pratica di vicinanza col territorio per avere una chiara consapevolezza della realtà. Un sindaco si occupa tutti i giorni e a 360 gradi di tutti i problemi».

Tiziana Sferruggia