Marsala, Industriale e Classico insieme per salvare lo Stagnone

Un importante progetto e un importante riconoscimento che inorgolisce, e a ragione, sia i professori che hanno guidato gli studenti in una esperienza propedeutica allo sviluppo didattico nozionistico e personale che li prepara alla maturità, sia gli stessi giovani partecipanti. Questo è il risultato dell’impegno che ha visto protagonisti alcuni studenti dell’istituto tecnico industriale di Marsala che fanno parte di un laboratorio specializzato nella ricerca e nella robotica e alcuni studenti del liceo classico che da qualche anno effettuano ricerche sullo stato di salute delle acque. Gli studenti hanno presentato i risultati del loro impegno al concorso Fast, i giovani e le scienze, svoltosi nei giorni scorsi a Milano. Il progetto servirà ad approfondire lo studio della riserva naturale dello Stagnone, luogo dal delicato equilibrio minacciato da inquinamento e insufficiente ricambio dell’ossigeno dell’acqua.
Lo Stagnone simboleggia la caratteristica natura di una zona lagunare ricca di sale nella quale stazionano,in determinati periodi dell’anno, i caratteristici fenicotteri rosa. Il paesaggio incantevole offre la vista delle isole Egadi e di albe e tramonti famosi per i colori ineguagliabili. Abbiamo incontrato il professore Daniele Tranchida dell’ istituto tecnico industriale appena tornato da una importante incontro svoltosi a Milano dove ha accompagnato gli studenti che hanno presentato il loro progetto rivolto alla salvaguardia dell’ambiente e gli abbiamo chiesto di parlarci sia del progetto che del riconoscimento ottenuto al concorso.
Professore, possiamo pronunciare adesso la famosa frase “stanchi ma felici”?
«Siamo appena tornati dal 29° concorso di selezione delle eccellenze italiane fra i giovani scienziati europei tenutosi a Milano. Eravamo lì come finalisti avendo superato una selezione precedente. Abbiamo allestito in loco uno stand e abbiamo messo un poster con le foto di tutto il gruppo di studenti che hanno partecipato alla realizzazione del progetto. In rappresentanza degli alunni del nostro istituto, è andato Alessandro Nuccio, uno studente dal curriculum scolastico esemplare e altri due del liceo classico, Diego Dado e Federico Catalano».
Al progetto però non hanno lavorato soltanto loro.
«Certo che no, è stato un lavoro di equipe che ha contribuito alla crescita emotiva e sociale dei ragazzi a cui è stato dato modo di confrontarsi e rispettare l’altro per ottenere un risultato finale ottimo. Al progetto hanno contribuito Giulio La Barbera, Francesco Piazza, Giuseppe Minaudo e Nicolas Pantaleo dell’industriale».
Che tipo di progetto avete presentato a questo concorso?
«Si tratta di una ricerca sulla progettazione e realizzazione di una stazione meteorologica a impatto ambientale zero, con costi molto bassi e che applica la tecnologia open-source cioè aperta a tutti, ovvero modificabile da tutti senza il pagamento di royalty. Le tecnologie usate sono gli I.O.T ultimi ritrovati della ricerca».
Da cosa è scaturita questa idea per il progetto?
«Questo progetto si è inserito in un lavoro molto più ampio portato avanti, da almeno dieci anni, dal liceo classico con il quale da qualche anno siamo legati e accorpati se così si può dire. Gli studenti del classico avevano già fatto studi su una stazione meteo aiutati da una insegnante di chimica e biologia, la professoressa Ivana Calarco con la quale attraverso l’analisi delle alghe hanno raccolto importanti dati sullo stato di salute del mare. Noi ci siamo così innestati su quanto già c’era di preesistente e da questa collaborazione ne è scaturita una comunanza di intenti che ci ha portati ai successi che abbiamo conseguito».
Questa stazione meteorologica che funzione ha?
«Raccoglie dati su pressione, temperatura e umidità oltre alla quantità di luce. è stata collocata per le prove nella laguna dello Stagnone anche se è nostra intenzione collocarne altre per consentirci di monitorare al meglio la flora e la fauna di questo luogo. A noi preme individuare i problemi della laguna e agire per salvare un’area così ricca ma anche tanto delicata. L’habitat è molto particolare, unico quasi nel suo genere. Gli scienziati presenti a Milano ci hanno confermato che solo in Australia si trova qualcosa di simile allo Stagnone di Marsala».
Come sta lo Stagnone, professore?
«Dai nostri studi, e in particolare da quelli portati avanti dagli studenti del liceo, evince un peggioramento dello stato di salute dello Stagnone. I fondali si sono alzati con conseguente abbassamento del livello delle acque specie nelle vicinanze della bocca nord che serve a favorire il ricambio delle acque e la loro ossigenazione. Il ricambio negli ultimi anni è diminuito tantissimo, fatto imputabile sopratutto al pesante intervento dell’uomo. Troppi detriti arrivano al mare e si sedimentano e, cosa ancor più grave, chiudono la bocca nord della Laguna».
Un obiettivo ambizioso, impegnativo.
«Sopratutto utile, una buona base da cui partire per raccogliere dati che serviranno alla tutela ambientale».
Progetti per il futuro?
«I nominativi degli studenti sono stati inseriti in un elenco europeo di giovani eccellenze. Hanno ricevuto un certificato di riconoscimento da parte della American Metereologic Society e un accreditamento nella settimana dell’acqua che si svolgerà a fine Agosto a Stoccolma, al SWI dove ci saranno ospiti provenienti da tutte le parti del mondo. I nostri ragazzi presenteranno in quella occasione il loro progetto al cospetto dei reali di Svezia».
Oltre a lei, professore Tranchida, quali altri insegnanti hanno partecipato alla realizzazione di questo progetto?
«I professori Antonino Ilari, Salvatore Castorina, Angela Alagna e Alfredo Lipari che ha tradotto i testi dall’inglese e viceversa. Ivana Calarco invece è l’ insegnate del liceo che guida il gruppo scientifico. Sabato 1 aprile inoltre si è tenuto presso il nostro istituto l’Arduino Day, dedicato all’open-source e al Mega FFLL. E inoltre, l’ alternanza scuola lavoro consente di realizzare progetti e lavori dove gli studenti sono e si sentono attori protagonisti. Simulano la gestione delle aziende e realizzano manufatti e costruiscono su progetti già esistenti per apportare delle migliorie. Il nostro territorio si trova in difficoltà economica ma sono pieno di speranza. Questi giovani lo dimostrano, migliorare si può».

Tiziana Sferruggia