Mazara, via Mario Fani e via Jesolo, le strade del disagio

Via Mario Fani

Nella frazione balneare di Tonnarella a Mazara del Vallo, si è già iniziato a prospettare la nuova stagione estiva. Dopo l’istanza presentata dai proprietari delle attività commerciali balneari nei confronti dell’amministrazione comunale per il sollecito allo sblocco dei lavori di pulizia del litorale sabbioso ed in attesa che questi prendano forma, emergono altre questioni alle quali probabilmente è bene porre attenzione per migliorare la fruizione della meta principale della popolazione mazarese e dell’ampio numero di turisti che fin dal periodo attuale stanno frequentando la città. A far discutere i residenti infatti, sono anche le strade che danno accesso al lido balneare. Su tutte, quella che dalla strada statale 115 porta fino al lungomare Fata Morgana, ovvero la via Mario Fani.

Via Mario Fani

Questa via ha sempre rappresentato uno snodo cruciale, specie in questi anni di attesa del completamento della famosa sopraelevata che collega Tonnarella con la strada statale, per tutti coloro i quali dalla periferia di Mazara e dai Comuni limitrofi volessero giungere fin dalle parti del litorale mazarese. Una strada, la via Fani, caratterizzata da un sostenutissimo via vai di mezzi pesanti, diretti verso il porto, le pescherie e gli altri esercizi commerciali presenti nella zona. Un traffico che continua tutt’oggi, quasi in barba alla costruzione della nuova bretella stradale, fino a tre anni fa tanto desiderata e ad oggi tanto poco frequentata soprattutto dai mezzi di trasporto più capienti. Secondo segnalazioni degli abitanti della zona infatti, sembra proprio che conducenti di camion e tir e vacanzieri amanti di camper e caravan, continuino imperterriti ad affollare la via Mario Fani, intasando il traffico e creando più di qualche problema di viabilità stradale. A cosa serve allora questa sopra elevata? A cosa sono serviti i circa 11 milioni di euro spesi? Ma soprattutto, vista l’impossibilità ormai di utilizzare l’area dell’odierna Colmata B per fare atterrare uno dei piloni che avrebbero dovuto condurre la bretella stradale fino al porto, come inizialmente si pensava, perché non si è pensato di farla interrompere in prossimità del lungomare Fata Morgana? Il curvone che si estende fin sul tratto iniziale di mare per poi ritornare sulla strada del litorale, soprattutto per i quintali di cemento utilizzato, sembra non rendere giustizia all’ambiente circostante. La situazione della via Fani, purtroppo, non appare fra le più rosee, infatti: dissesto ambientale, un asfalto non proprio ottimale ed un passaggio a livello che non si presenta in perfette condizioni, non lasciano tranquilli i residenti nella zona e gli automobilisti assidui frequentatori, costretti a fare a pugni con uno scenario ambientale poco sostenibile. A complicare ulteriormente la situazione, è la presenza di tralicci per l’elettricità posti quasi al centro della carreggiata, tema che ricorda tanto la situazione in cui versano le vie Alberto Moravia e Filippo Napoli di cui ci siamo occupati in una delle edizioni precedenti del giornale. Disfunzione che rischia di mettere a repentaglio l’incolumità di automobilisti e non. Per non parlare dell’area archeologica rappresentata dall’Ipogeo di San Batolomeo, che ad oggi appare un sito fantasma, ampiamente abbandonato a se stesso. A semplificare la viabilità per i cittadini della via Fani, potrebbe essere l’innesto dell’obbligo di accesso alla sopraelevata posto al bivio dalla statale, sia per chi proviene da Marsala, sia per chi proviene dall’A29, per creare una migliore coesistenza di residenti, automobilisti e turisti, in particolare nei mesi estivi ed evitare così spiacevoli incidenti. Ma le questioni da affrontare per quanto riguarda Tonnarella non finiscono qui. I residenti della zona balneare lamentano anche la presenza di strade chiuse fra quelle che dal lungomare portano alla strada parallela, ovvero via Bessarione, e viceversa. In particolare, segnalazioni arrivano dalla via Jesolo, bloccata da una proprietà privata inutilizzata e che da tanti anni serve soltanto ad ostruire l’accesso diretto per i bagnanti che con la loro autovettura s’imbattono in questa via ignari del muro che vanno a trovarsi di fronte. Perché dunque non aprirla e scoprire così un ulteriore passaggio da e verso il mare, viste le strettoie rappresentate delle altre stradine parallele, costantemente affollate e con tanti problemi derivanti dal parcheggio? A proposito di parcheggio e tornando sull’argomento sopraelevata, ritorna in mente quell’ampio luogo di sosta che sarebbe dovuto sorgere proprio sotto quel curvone con vista mare e che avrebbe dovuto avere davanti a sé la fermata del trenino (o navetta) che avrebbe dovuto accompagnare i bagnanti dall’autovettura al mare. Un’opera di cui ad oggi, dopo una miriade di promesse, si resta ancora in attesa. La nuova stagione a Tonnarella sta per mettersi in moto, ma viste le condizioni della sua viabilità, sembra esserci ancora davvero molto da lavorare.

Tommaso Ardagna