Spiaggia in Città a Mazara del Vallo, in arrivo una nuova struttura balneare

«Qui adesso si potrà fare il bagno, in questo primo tratto della spiaggia in Città sorgeranno mini strutture balneari e solarium, niente di invadente. Adotterò un’ordinanza di revoca del divieto di balneabilità. Si concretizza un sogno: il lungomare degradato diventa una spiaggia. La strada è tracciata». Aveva ragione il sindaco Nicola Cristaldi con le sue dichiarazioni rilasciate nel luglio 2015 quando insieme al vice sindaco Silvano Bonanno ed un gruppo di consiglieri comunali fedelissimi mostrò con soddisfazione come le analisi delle acque in quel tratto dimostrassero l’assenza di sostante pericolose e tossiche: la “strada era stata tracciata” appunto. Forse però era stata tracciata fin troppo bene visto che sorprendentemente lo stesso primo cittadino mazarese di recente, per ben due volte nel giro di pochi giorni, ha dichiarato la propria contrarietà alla realizzazione di uno stabilimento-solarium da parte di un privato, la società mazarese “Sicilia Turismo srl” in un tratto della stessa “Spiaggia in Città”, nel lungomare Hopps all’altezza della via Filippo Castelli. Probabilmente questo ha sconvolto i piani dell’amministrazione Cristaldi che prevedeva (già nel primo mandato 2009-2015) due solarium da collocare nel tratto fra la scalinata di piazza Mokarta e via Santissimo Salvatore, realizzati su apposite strutture in legno e due stabilimenti balneari all’esterno del tratto che va da piazzale Giovan Battista Quinci al lungomare Hopps. La ditta mazarese infatti, avrebbe già presentato da alcuni anni alla Regione siciliana l’apposita richiesta di concessione demaniale per usufruire, dietro pagamento di relativo canone annuale, di un’area di circa 800 metri quadrati (di cui coperti, in maniera stabile, non più di un centinaio di metri) per il periodo compreso fra l’1 maggio ed il 30 settembre. La concessione demaniale è stata rilasciata lo scorso 23 marzo dalla Regione siciliana che avrebbe tenuto conto di diversi pareri positivi (fra i quali genio civile, ufficiale sanitario, soprintendenza ai beni culturali e agenzia delle dogane) e non di quello del Comune di Mazara del Vallo il cui primo cittadino ha espresso la sua contrarietà parlando di “speculazione da parte di alcuni privati”. «Il Comune – ha dichiarato il sindaco Cristaldi in una nota del 6 aprile- ribadisce il proprio no ad un uso privatistico della Spiaggia in Città e abbiamo predisposto ricorso al Tar avverso il decreto assessoriale di concessione. Aver autorizzato un privato ad utilizzare 800 metri quadrati di spiaggia e per di più con la possibilità di realizzarvi una copertura, va contro quello che è lo spirito con il quale abbiamo pensato e realizzato la Spiaggia in Città. Riteniamo -ha concluso Cristaldi- che tale decreto costituisca un ‘abuso’ stante anche i diversi pareri negativi rilasciati da diversi Enti, compreso il nostro, sulla realizzazione di tale progetto». Al termine dell’incontro con i tecnici ed i legali del Comune, il primo cittadino ha annunciato l’invio di una dura nota al presidente della Regione siciliana chiedendo la revoca del decreto emanato dall’assessorato regionale competente. Continua pertanto lo scontro anche su questo ambito con l’assessorato regionale al Territorio ed Ambiente. Ma la vicenda è più complessa di quanto sembra. Nel frattempo rimane ancora irrisolta la questione della balneabilità delle stesse acque prospicienti al lungomare mazarese, da piazzale Giovan Battista Quinci al lungomare Hopps. I cartelli di divieto di balneazione sono sempre lì nonostante le novità annunciate qualche giorno fa dal vice sindaco Silvano Bonanno, al termine dell’incontro a Palermo con il dirigente regionale del Servizio di Igiene Pubblica e Rischi Ambientali, dottore Mario Palermo. «Siamo ben lieti di annunciare – dichiara Bonanno – che le ragioni portate avanti dalla nostra amministrazione sono state recepite dal Dipartimento regionale di Sanità. Il decreto emanato dalla Regione sulla balneabilità delle acque che riguardava un ampio tratto del lungomare di Mazara del Vallo verrà modificato e siamo pronti a revocare il divieto di balneazione delle acque prospicienti la Spiaggia in Città. Nel corso dell’incontro con il. Palermo – ha spiegato i vice sindaco – è emerso che l’area portuale per la quale deve essere prevista la non balneabilità va notevolmente ridotta, dai 3 mila metri previsti erroneamente nel decreto, a soli 200 metri, come peraltro riportato dell’ordinanza della Capitaneria di Porto sulla sicurezza portuale e come anche risulta scritto nell’ultima lettera del laboratorio di Sanità Pubblica di Trapani. Il lavoro sinergico tra istituzioni -ha aggiunto Bonanno – ci ha permesso di centrare un obiettivo che il sindaco Cristaldi e la nostra amministrazione si è posto da tempo, quello di poter fare il bagno nella Spiaggia in Città, che è stata realizzata laddove insisteva una discarica a cielo aperto e che presto sarà anche fruibile per quanto attiene la balneabilità. Il tratto di mare della Spiaggia in Città – ha concluso Bonanno – sarà punto di osservazione da parte del laboratorio di Sanità Pubblica di Trapani, che continuerà a monitorare lo stato di salute delle acque, che risulta ottimo». Il dirigente regionale del Servizio Igiene Pubblica e Rischi Ambientali ha annunciato: «che il nuovo decreto regionale sulla balneabilità delle acque, con la rettifica per la costa di Mazara del Vallo, sarà pubblicato nel prossimo mese di aprile. Dopo la pubblicazione del decreto regionale sarà possibile revocare il divieto di balneazione delle acque prospicienti la Spiaggia in Città e degli altri tratti di costa erroneamente dichiarati non balneabili». Si attende pertanto la revoca del divieto di balneabilità, che sia la volta buona dopo i flop di questi ultimi anni? Il divieto non sarebbe mai stato revocato considerata la prossimità della cosiddetta “Spiaggia in Città” al porto peschereccio. La speranza resta quella di vedere amministratori e dirigenti e funzionari comunali portare le loro famiglie nella Spiaggia in Città e magari tuffarsi in quel tratto di mare dove confluiscono le torbide acque del porto canale.

Francesco Mezzapelle