Consegnati nel trapanese 136 immobili confiscati alla mafia

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L’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei  Beni Sequestrati e Confiscati alla criminalità organizzata ha consegnato ieri a Palermo ai Prefetti e ai sindaci della Sicilia gli immobili confiscati alla mafia. Complessivamente sono stati affidati 400 beni, tra ville, appartamenti, garage e terreni agricoli. In provincia di Trapani ne sono stati assegnati 136. Nella maggior parte dei casi, 52, si tratta di beni sequestrati a Castelvetrano.  Tra questi anche stalle e scuderie, quasi tutte in contrada Strasatto. Altri 42 immobili a Partanna, di cui 32 solo in via Calogero Colicchi. E poi, ci sono 17 immobili ad Alcamo tra via Federico II e via XV Maggio, altrettanti a Castellammare del Golfo tra le frazioni di Balata e Scopello, altri 6 immobili a Custonaci tutte in via San Vito e un negozio ad Erice in via San Francesco di Paola.

«L’assegnazione di altri 17 beni sottratti alla mafia avvia un percorso di riutilizzo che con senso di responsabilità amministrativo ci impegniamo a portare avanti con attenzione. Anche in questi beni affidatici ieri, così come in quelli nella nostra disponibilità da tempo, avvieremo progetti ed attività di utilizzo in modo che gli immobili vengano restituiti alla collettività. Importante anche l’assegnazione, questa avvenuta direttamente, degli edifici confiscati a san Paolo della Croce che diventeranno la nuova stazione dei carabinieri ed il nuovo commissariato di polizia di Stato». Lo ha affermato il sindaco di Castellammare del Golfo Nicolò Coppola

Per il sindaco di Alcamo, Domenico Surdi, «continua il percorso intrapreso per restituire alla collettività degli immobili che potranno essere riutilizzati a fini istituzionali. La legalità-  è uno dei principi fondamentali cui la nostra Amministrazione tiene in particolar modo ed infatti ci apprestiamo a portare in Consiglio Comunale il Regolamento per l’utilizzazione e l’assegnazione dei beni confiscati alla criminalità».

Nell’ambito  dalla cerimonia di consegna dei beni si è svolto anche il convegno ‘Dalla  Confisca dei Beni all’accoglienza turistica. Viaggio dell’Anbsc nel  mondo delle Aziende’, nel corso del quale il  Prefetto Umberto Postiglione, direttore dell’Agenzia per i  beni confiscati, ha illustrato il modello virtuoso e di buona pratica che ha  caratterizzato alcune società siciliane del settore  turistico-alberghiero sottratte alla criminalità organizzata di stampo mafioso.

 

 

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