Il sindaco di Castelvetrano si è dimesso: «Mai subito ricatti o condizionamenti»

La notizia circolava con insistenza da diverse ore negli uffici comunali ed è stata lui stesso ad ufficializzarla. Felice Errante, sindaco di Castelvetrano dal 2012, si è dimesso dalla carica rassegnando le proprie dimissioni e affidando i suoi pensieri ad una lettera.  Ha deciso di fare un passo indietro  ad una manciata di giorni dalla scadenza naturale del mandato, dopo 5 anni che definisce difficili a causa, in particolare, dell’autoscioglimento del consiglio comunale per il caso del consigliere Lillo Giambalvo e della grande eco che ha avuto la vicenda sui mass media;  e dopo circa un mese dall’insediamento della commissione prefettizia che sta valutando i documenti amministrativi per verificare l’eventuale presenza di infiltrazioni mafiosi al Comune. Sarà ora un Commissario nominato dalla Regione a seguire il percorso amministrativo che porterà il Comune di Castelvetrano al voto dell’11 giugno.

«Posso garantirvi-scrive Errante nella lettera- che non ho mai subito ricatti e le mie scelte non sono state mai condizionate da gruppi criminali, da lobby, o peggio ancora dalla mafia». Ed ancora: «Non mi è dato sapere come si concluderà l’accertamento ispettivo, ogni pronostico è frutto della libera interpretazione di ciascuno stante la riservatezza degli accertamenti, ma spero con tutto me stesso che questa comunità non abbia a subire l’onta di un commissariamento, che non merita, e nonostante la mia personale amarezza, sono certo dell’obbiettività degli accertamenti da parte delle istituzioni di questo Paese, nei confronti delle quali ripongo massima fiducia». Errante torna sulle fasi più difficili della sua amministrazione: «Con dignità ho tenuto la schiena dritta senza abbassare mai lo sguardo anche nelle occasioni più difficili, ricordo l’Arena di Giletti, l’arrivo delle IENE, le commissioni antimafia. Non ho mai consentito a nessuno di deriderla ed ho sempre reagito ad attacchi sinistri con forza ed intransigenza. Questo inevitabilmente mi ha fatto collezionare un numero consistente di nemici che hanno tentato di prendere il sopravvento. Ma non è la sede per alimentare polemiche o di buttarla in politica. Forse la storia ci dirà meglio tra qualche tempo”. Errante ha ripercorso anche tutte le difficoltà di carattere amministrativo con la riduzione delle risorse a disposizione del Comune. Ed ha poi augurato a chi prenderà il suo posto  «le migliori fortune nell’interesse della nostra città e spero di cuore che lo stesso non sia costretto ad amministrare come abbiamo dovuto fare noi, rimanendo convinto che la nostra città ha in nuce potenzialità e risorse per avere finalmente il futuro che merita».

Saluta e rinrazia tutti dicendo «torno alla mia vita con la consapevolezza di avere onorato la fascia tricolore che ho indossato e la certezza che è quella di rimanere orgogliosamente figlio di questa terra. »

Assieme alla lettera di dimissioni, Errante invia anche due relazioni sulle azioni compiute nel corso del quinquennio.  L’ultimo atto è stato quello di partecipare a Palermo alla consegna dei beni confiscati alla mafia. Il Comune di Castelvetrano ne ha avuto assegnati 47, tra fabbricati e terreni confiscati a Cosa Nostra. «Abbiamo accolto con particolare piacere la consegna avvenuta ieri- commentava ieri il primo cittadino-sono certo che la prossima amministrazione saprà re immettere in un sistema virtuoso e produttivo un patrimonio immobiliare di tale portata».

 

 

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