Boss della cocaina accoltellato e sparato allo Zen, due arresti

Le indagini sono state lunghe ma alla fine hanno portato agli autori materiali della spedizione punitiva è avvenuta lo scorso 6 ottobre allo Zen. La vittima è un palermitano di origini tunisine, Khemais Lausgi ( alias Gabriele Alì) di 29 anni, considerato un “ras” della cocaina, capo indiscusso del quartiere che fu accoltellato all’addome e poi ferito con colpi di pistola, un tentato omicidio che per le modalità e la ferocia con cui avvenne destò fra gli investigatori allarme. Stamattina la polizia ha arrestato Vincenzo Viviano e Vincenzo Maranzano, i due presunti autori dell’agguato. Le indagini sono state condotte dalla Squadra Mobile e coordinate dalla procura della Repubblica ed hanno rivelato il movente per cui è accaduta la brutale aggressione. Si tratta di due gruppi rivali, uno che fa riferimento proprio a Maranzano e Viviano e l’altro a Lausgi che si contendono il controllo dello spaccio della droga e altri affari illeciti. Si tratta di giovani spregiudicati provenienti da famiglie difficili motivate ad emergere a tutti i costi e che godono dell’appoggio e del silenzio dei vicini di casa. Quando avvenne l’episodio, gli abitanti della via Girardengo e Fausto Coppi non fornirono elementi utili per risalire agli autori del tentato omicidio. Alla vittima, il Gico della Guardia di finanza l’anno scorso sequestrò a Lausgi un patrimonio di 600 mila euro composto da cinque auto, due appartamenti e una villa. Aveva accumulato questo impero grazie ai proventi del traffico e dello smercio della cocaina.