Omicidio Tocco, ammazzato e sciolto nell’acido, diciassette anni dopo la verità

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Era un boss di Cosa Nostra Giampiero Tocco e quando sparì nel nulla diciassette anni fa, si pensò a un classico caso di lupara bianca. Il boss venne prelevato da un commando di uomini  che avevano inscenato un finto posto di blocco travestiti da poliziotti a Terrasini il 16 ottobre del 2000. Sul fuori strada su cui viaggiava l’uomo, c’era anche la figlioletta di 6 anni che chiamò la madre per avvisarla di quanto era accaduto. In seguito, la bambina realizzò un disegno nel quale ritraeva degli agenti di polizia con la classica paletta dell’alt. Oltretutto, i fatti vennero registrati dalle microspie piazzate nell’auto di Tocco perché sospettato di essere coinvolto nell’uccisione di Giuseppe Di Matteo, figlio di Procopio, reggente della famiglia mafiosa di Cinisi e alleato di Riina. Dall’intercettazione si sente chiaramente dire da uno dei finti poliziotti: «andiamo che ti sistemo» e il boss chiedere che almeno «non ve la prendete con lei»ovvero con la bambina, la figlioletta

Giampiero Tocco

rimasta in auto. Oggi, grazie alle recenti dichiarazioni del collaboratore di giustizia Antonino Pipitone, che ha fatto luce su questa sparizione, è stato possibile arrestare quattro persone ritenute responsabili della morte di Giampiero Tocco. Si tratta di Ferdinando Gallina, Giovan Battista e Vincenzo Pipitone e Salvatore Gregoli. I riscontri su quanto dichiarato da Pipitone, li hanno forniti i pentiti Gaspare Pulizzi e Francesco Briguglio. E’ stato possibile infatti ricostruire i fatti di quel giorno. Antonino Pipitone e Salvatore Gregoli si travestirono da poliziotti utilizzando un’auto con lampeggiante per fermare il fuoristrada. Prelevarono Tocco e lo portarono in una casa di Torretta di Villagrazia di Carini. Giovan Battista e Vincenzo Pipitone, Salvatore e Sandro Lo Piccolo (già condannati per questo omicidio) lo strangolarono. Tocco venne sciolto nell’acido alla presenza di Angelo Conigliaro, Vincenzo, Giovan Battista e Antonino Pipitone. Ferdinando Gallina e Gaspare Pulizzi effettuarono nei giorni precedenti i sopralluoghi per controllare l’itinerario del boss Giampiero Tocco.

 

 

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