martedì, Giugno 28, 2022
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Trapani, lettera aperta di una cittadina alla Procura

Silvana Moscato, nata a Corleone ma residente da decenni a Trapani, dove svolge la professione di medico di famiglia, ha inviato una lettera alla Procura delle Repubblica e alle Forze dell’ordine per ringraziarle del loro costante operato. Il suo è anche uno sfogo, alla luce delle vicende che nell’ultimo mese hanno interessato due candidati sindaci (D’Alì e Fazio) e scosso la campagna elettorale  portando una città intera alla ribalta delle tv nazionali. Un’amara riflessione sul modo di pensare e di agire di alcuni cittadini ed, in generale, sulla forma mentis di “asservimento al potente di turno” che ancora oggi, nel 2017, è ben radicata nei territori del sud Italia.

Di seguito la lettera della dott.ssa. Moscato

“Sono una cittadina che vuole esprimere la propria solidarietà a tutti voi, e chiedere scusa per conto di quel 55% di concittadini che, a disprezzo del Vostro lavoro, hanno votato due candidati sindaci compromessi con la Giustizia, e per quel vergognoso “baciamano” fatto al boss della ndrangheta arrestato dopo 23 anni di latitanza.

Siamo un popolo dalla dura cervice, sempre pronto a lamentarsi per quanto lo Stato non ci dà, senza mai riconoscere quanto ci viene quotidianamente dato in servizi, welfare , sicurezza e altro, pretendendo tutto come dovuto.

Siamo strana gente con atavica cultura (impossibile da comprendere altrove), impastata di Ipocrisia Istituzionale, asserviti al potente di turno (non più per paura e omertà, come nel passato, ma nella speranza di godere direttamente o indirettamente dei benefici. “Beatu cu c’è vicinu u re), “fanatici” dell’uomo forte che ci sa fare (Quello sì che ci sa fare; è stato un bravo amministratore e ci serve! Il resto non conta). Ma la cosa grave, che pone radici nel tempo, è che non riconosciamo lo Stato come Nostra Istituzione di riferimento…. Come nostra appartenenza  . E ancor più grave non ne abbiamo la consapevolezza. Conosco tanti di quel 55%, brave persone. Per tantissimi è solo una scelta politica…

Per questa “non coscienza”di tanti, che demotiverebbe chiunque, CHIEDO SCUSA e RINGRAZIO per il tanto lavoro da voi svolto, nella Piena Fiducia che il mio Stato lavora per il BENE COMUNE. E poco importa se qualche uomo dello Stato sbaglia. Perché sono certa che in Esso ci sono gli strumenti civili e democratici per fermarlo.

Sono nata e cresciuta a Corleone….. ringrazio mia madre che, lontana dalla mentalità corrente, fin da piccolissima, mi diceva: qualunque problema tu possa avere, anche solo paura di… e vedi una divisa, corri e aggrappati ad essa, perché quella divisa è lo Stato e ti Protegge.

Grazie a tutti quegli Uomini e Donne che nella silenziosa attività del proprio Servizio, lavorano per tutti noi e per il Bene Comune”.

Giuseppa Silvana Moscato

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3 Commenti

  1. Cara sig. Silvana, ho letto la sua lettera su internet rivolta alle forze dell’ordine. Le premetto che sono un ex amministratore di un’isola: Ustica, in provincia di Palermo e che seguo da molto tempo con passione la provincia di Trapani. Sa, molte volte i politici vengono giudicati dai risultati ottenuti, altre volte dal colore politico che portano addosso, altre ancora dal proprio concetto di vedere le cose. Prima che diventassi amministratore, sicuramente vedevo tutto con gli occhi solo del cittadino, sempre pronto a lamentarmi se lo Stato non mi dava il 100% di quello che doveva e non mi curavo tanto se i cittadini facessero o meno la loro parte. Oggi all’età di 45 anni, vedo e valuto con gli occhi misti cioè sia da cittadino sia da amministratore locale. La sua bella lettera sembra però solo scritta da qualcuno che ringrazia le forze dell’ordine in quanto tali, colpevolizzando degli amministratori che ancora devono essere giudicati. Sa, spesso la burocrazia blocca gli iter più semplici per fare andare avanti le cose più necessarie, e talvolta si cerca di forzare il “sistema” per far si che i progetti a cui lavori possano essere realizzati.
    Penso che le persone ( 55%) che lei ha giudicate come ataviche siano persone come lei e come me che hanno espresso un parere libero per come ce ne da la possibilità lo Stato attraverso le elezioni. Sono fermamente convinto che le forze dell’ordine siano la più alta funzionalità dello Stato e che chi ci lavora spesso non lo faccia solo per uno stipendio ma perché crede in quello che fa. Ho sempre lottato contro ogni forma di mafia e sopruso ma anche contro i giudizi affrettati. Tutta la zona del Trapanese circa 30 anni fa era poco più che un piccolo borgo marinaro, oggi penso sia un polo turistico affermato e conosciuto almeno in tutta italia. Le persone che hanno contribuito a questo, a mio sapere penso siano stati proprio quelli che oggi lei ha apostrofato come “compromesse con la giustizia”. Le vicende di Trapani e il terremoto che si è creato con l’indagine “Mare Nostrum” vede coinvolte persone che Trapani l’hanno portata al punto in cui oggi si trova. Adesso, non so e non giudico se per loro interesse o se per loro capacità, ma se oggi Trapani gode di infrastrutture come il porto, di cantieri navali all’avanguardia, di strutture ricettive all’altezza dei migliori siti turistici, penso che il merito sia anche loro. Non giustifico chi ha gabbato la legge, chi si è fatto largo scorrettamente ma certamente spero che la verità alla fine dei vari gradi di giudizio venga a galla e tenga in considerazione entrambi i punti di vista. Le auguro una splendida giornata !!!

  2. due punti di vista che…non fanno una piega. E’ vero che vicino “al potere” si possono ottenere vantaggi ma è anche vero che la burocrazia blocca o perlomeno rallenta la realizzazione di opere e cose che “fra privati” non avrebbero ostacoli.In sintesi, l’illegalità va combattuta ma se governando “Attila” il popolo (io) sta bene ….che ben venga.

  3. Ho letto la sua lettera. Ne apprezzo il contenuto e le intenzioni. Però i processi si fanno solo nelle sedi preposte e un minimo di prudenza consiglia di non affrettarsi in giudizi che magari potrebbero essere smentiti in futuro. Come cittadino ho fiducia e rispetto per le istituzioni. La colpevolezza o l’innocenza di un imputato viene stabilita attraverso tre gradi di giudizio. E poi me lo lasci dire: se se si dovesse dare il voto solo a quei politici non compromessi con la giustizia sarebbe come cercare un ago nel pagliaio.
    A scanso di equivoci le assicuro che non sono un elettore del comune di Trapani e ancor meno un elettore di quella parte politica di riferimento dei due politici a cui lei fa riferimento. Semplicemente un elettore libero che non porta nessuna divisa di appartenenza.

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