Politiche sociali, sfiduciata Linda Licari. Occorre un serio confronto nella maggioranza

“Si tratta di un atto politico grave”. Questa è una delle frasi estrapolate dal comunicato stampa emesso dall’onorevole del PD Antonella Milazzo a seguito della sfiducia votata oggi da sette consiglieri su 11 della commissione consiliare servizi sociali nei confronti di Linda Licari. Di fatto, la sfiducia votata nei confronti di un presidente di commissione non significa che debba dimettersi ma è un’azione politica, un messaggio forte, una richiesta di chiarimenti che non può più essere elusa. L’onorevole Milazzo auspica chiarimenti politici fra le forze politiche in campo e sottolinea il ruolo svolto dalla stessa Licari come un esempio di “abnegazione, equilibrio e competenza” ecco perché, questa sfiducia appare un gesto “quanto mai ingiustificato e inopportuno”. Non è un mistero che la sfiducia possa essere maturata all’interno dei dissapori e della rivalità politica fra la stessa Linda licari ed alcuni consiglieri componenti della commissione, di cui ne fanno parte tra gli altri  la consigliera Rosanna Genna,  Giusy Piccione, nonchè Michele Gandolfo ecc., i quali spesso, in seduta di consiglio hanno manifestato malumori sull’operato dell’assessore di riferimento.

Ad onor del vero, teniamo a precisare a scanso di equivoci, che i consiglieri su citati, contrariamente a quanto diffuso questa mattina,  non hanno architettato alcuna strategia per defenestrare la consigliera Licari, tuttavia hanno voluto manifestare il loro disagio politico contro l’amministrazione.

15:40 – L’unico finora tra i consiglieri ad avere espresso solidarietà alla presidente della commissione politiche sociali è stato il consigliere di “campo democratico” Daniele Nuccio, il quale, in una nota diramata agli organi di stampa ha scritto:

“Giunga alla collega Linda Licari la mia più sincera solidarietà per quanto accaduto in commissione “Politiche Sociali”. Ormai è chiaro che in Consiglio Comunale non si entra nel merito delle discussioni, siamo alla rappresaglia. E c’è del metodo in tutto questo. E’ un copione che si ripete di fatto. Qualche tempo fa a farne le spese il collega Ferreri che venne, ingiustamente a  mio avviso defenestrato dalla presidenza della sua commissione. Bene, anzi male. C’è una strategia nemmeno tanto occulta per limitare quanto più possibile l’azione di quanti a viso aperto ogni giorno e con costanza cercano di dare il proprio contributo, nella più totale libertà e con grande senso del dovere. Colpire Linda Licari vuol dire inviare l’ennesimo messaggio all’amministrazione. E proprio dall’amministrazione e dall’assessorato di competenza mi aspetto una reazione in questo senso. Deve arrivare un segnale! Una reazione a quanti pensano che si possa sacrificare l’interesse generale sull’altare dell’interesse particolare e della vendetta. Diversamente sarà sempre più difficile far fronte ad un modo di operare in consiglio, che trova sponda nei gruppi più antagonisti (seppur a parole facenti parte della maggioranza). La maggioranza in consiglio non esiste più da un pezzo ed è bene che chi di dovere ne prenda atto, con azioni decise.

La politica del “calati junco” non ci porterà da nessuna parte.

La Città ha bisogno di molto altro e merita una rappresentanza consiliare che metta da parte le litigiosità, le faziosità e le smanie di protagonismo”.

 

 

 

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