Appropriazione indebita, assolto Giuseppe Milazzo. Il fatto non sussiste

Assolto perché il fatto non sussiste. Con questa motivazione è stato assolto in formula piena il dottor Giuseppe Milazzo accusato di appropriazione indebita e finito sotto processo. Milazzo, nella veste di direttore della filiale Credem di contrada Ciavolo a Marsala, era stato accusato tre anni fa di appropriazione indebita per aver omesso di accreditare somme riportate da “degli effetti al dopo incasso” nei confronti di Pietro Genna cliente della banca costituitosi parte civile. Secondo l’accusa, Milazzo aveva operato in modo tale da fare percepire al Credem un profitto ingiusto derivante dagli interessi che i titoli posseduti da Genna producevano. Dal dibattito processuale è emerso che non vi è stato alcun comportamento scorretto da parte del direttore della filiale Milazzo,né da parte degli altri impiegati che si sono attenuti a quanto previsto dalle regole contrattuali. Il difensore di milazzo, l’avvocato Vito Cimiotta, è riuscito a spiegare in maniera tecnica il funzionamento del “dopo incasso”dimostrando che nessuna irregolarità era stata commessa dal direttore della filiale. Il processo è durato circa tre anni e si sono susseguite più di 25 udienze ma la soddisfazione per il risultato ottenuto da parte dei legali Cimiotta e Roberto Reggiani, difensore del credem, trapela nelle dichiarazioni del dopo sentenza nelle quali hanno manifestato la loro soddisfazione per la restituita dignità ad un onesto professionista e alla banca per cui lavorava. Sono state respinte le richieste di Genna e del suo avvocato Carl oferracane. Il difensore Cimiotta si è detto sempre certo del buon operato del suo cliente  nonché del credito emiliano.