Brancaccio, tre commercianti denunciano i boss estortori

Giuseppe Di Fatta
Addio omertà. Anche in un quartiere come Brancaccio, si denunciano gli estortori che con le loro richieste zavorrano l’economia degli imprenditori. Due commercianti del popolare quartiere palermitano si sono presentati al commissariato dopo aver ricevuto le visite di due esattori del pizzo. Un altro commerciante, dopo essere stato convocato dagli investigatori, ha dato la propria disponibilità a collaborare. E’ un chiaro segnale di cambiamento inarrestabile. La loro collaborazione sarà fondamentale per rafforzare le accuse contro i 34 esponenti della cosca mafiosa di Brancaccio arrestati recentemente. Uno dei commercianti è restauratore di mobili antichi che ha riconosciuto in Giuseppe Di Fatta in uno degli estortori che si era presentato nel suo negozio per riscuotere i soldi del pizzo che dovevano servire a comprare le cassate per i detenuti di mafia. Il restauratore si era rifiutato e gli erano state recapitate missive intimidatorie contenenti due croci e bossoli di p38 special.
Di Fatta è uno dei fedelissimi di Pietro Tagliavia, signore incontrastato di Brancaccio, un altro degli arrestati del blitz del 19 luglio appunto.

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